• venerdì , 30 Ottobre 2020

Faccia a faccia con la prima prova: il tema

Testa bassa e passo stanco a sottolineare il peso dell’immane fatica appena sostenuta, telefono incollato all’orecchio per rassicurare le mamme ansiose, un’espressione preoccupata dipinta sul viso mentre già pensano alla dura prova di mate e alla versione di domani, ma per qualcuno anche quell’espressione gongolante che può nascere solo da un esame andato per il meglio. Così all’alba delle 14.30 del pomeriggio ci si presentano i primi nostri maturandi, prostrati da 6 ore di prigionia tra le mura di Valsalice mentre con invidia pensano agli amici che stanno già prendendo il sole in spiaggia. Ma è proprio quando ci vedono penne alla mano ad aspettarli al fondo delle scale che sulle loro facce si dipinge la più mera disperazione… Ma noi, nonostante ci implorino di “lasciarli andare a casa a piangere”, con la complicità del professor Accossato, riusciamo a farci raccontare le loro impressioni sulla temuta prima prova.

Tra gli SCIENTIFICI (i primi a lasciare l’aula d’esame), il tema tecnico scientifico “La ricerca scommette sul cervello” va per la maggiore seguito da quello socio-economico “Stato, mercato e democrazia”. Quasi nessuno si è buttato invece sull’analisi del testo che quasi tutti ci descrivono come “molto complessa perché basata su un testo in prosa di un autore contemporaneo non incluso nei programmi, Claudio Magris.

Non sono d’accordo i CLASSICISTI tra i quali, invece, l’analisi del testo ha avuto molto successo perché “articolata in modo completo e molto chiaro con domande semplici e specifiche”. Molto gettonato tra di loro anche il tema di argomento storico che chiedeva di narrare le vicende politiche nel XX secolo di almeno due paesi appartenenti ai BRICS.

C. dello scientifico, dopo essersi arresa a non poterci sfuggire, ci dice di aver puntato sul tema tecnico scientifico perché è “un colpo sicuro” in cui basta conoscere abbastanza bene l’argomento per ottenere un risultato più che accettabile. Analisi? Neanche per sogno!

Anche A., sempre scientifico, è della stessa idea e ci fa notare come il tema di carattere generale, solitamente ancora di salvezza per molti, quest’anno fosse solo un grande punto interrogativo, almeno per la sue prerogative decisamente più matematiche.

M., classico, invece si è buttata sull’Analisi del testo dopo un attimo di indecisione con il tecnico scientifico, che però la sua mens umanistica le ha fatto presto scartare. Di sicuro non era delle più semplici, ci conferma, ma era fattibile con un po’ di impegno nonostante il commento fosse particolarmente arduo.

Non è d’accordo però F., sempre classicista, che si aspettava una poesia di uno di quegli autori a cui durante l’anno aveva dedicato così tante ore e che, appena letto il nome sconosciuto dell’autore, ha lasciato perdere preferendo buttarsi sul tema storico.

DALL’INTERNO

Siamo abituati alle emozioni dei nostri semi-coetanei maturandi, le osserviamo, le analizziamo, pronti a farle nostre una volta giunto il momento. Poche volte invece proviamo ad immaginare come vivono la maturità coloro che stanno dall’altra parte della cattedra, i nostri professori.
Acciuffato telefonicamente dopo la fine della prima prova della maturità 2013 (il tema), il professor Bove ha descritto come lui l’ha vissuta e la vive tuttora.

 

Partecipa anche lei all’ansia collettiva o ne rimane distaccato?

“Assolutamente distaccato. Chiaramente la vostra maturità è più difficile di quella che viviamo noi insegnanti, quindi probabilmente è anche per questo. Trovo che essere tranquillo e quindi mostrarsi tale di fronte ai tuoi allievi sia molto utile in quanto loro stessi ne gioveranno e saranno poco ansiosi. Più volte mi è capitato che un allievo mi abbia fatto notare questo modo di affrontare le prove ed altrettante volte lo hanno apprezzato. È inoltre importante che il clima nella commissione sia sereno”.

Qualche ritardatario, qualcuno senza dizionario o magari un fugace passaggio di bigliettini?

Non mi è mai capitato di vedere qualche studente senza dizionario né tantomeno dei ritardatari… Almeno alla maturità un po’ di responsabilità! Per quanto riguarda suggerimenti vari, onestamente mi sento di dire che durante il tema il clima è piuttosto rilassato in quanto qualcosa da scrivere si trova sempre e tra dizionari vari, temi di attualità ed un po’ di buon senso, è difficile trovare qualcuno che si cimenti nell’arduo compito di illeciti passaggi di fogliettini…

 

Un brano tratto da “L’infinito viaggiare” di Claudio Magris è una delle tracce proposte per la prova di italiano, insieme a “Stato, mercato e democrazia”, “L’individuo e la società di massa”, “Gli omicidi politici”, “La ricerca scommette sul cervello”, “La rete della vita” per il tema generale e “Brics e Paesi emergenti” per il tema storico. Cos’avrebbe scelto lei?

Indubbiamente l’analisi testuale del testo di Magris. Questo tipo di tema è uno dei più quotati proprio perche semplice e facilmente svolgibile da tutti. Inoltre l’analisi del testo delle prove di maturità è più semplice rispetto a quelle che solitamente si svolgono in classe: non c’è bisogno di individuare le varie figure retoriche, quindi non è necessaria una loro conoscenza approfondita. Se però da un lato i maturandi spesso l’apprezzano, così come gli adulti in generale (e quindi io stesso), da insegnante invece mi sentirei di scartarla proprio perché adatta a tutti, che siano di un liceo classico, scientifico, linguistico o di un istituto tecnico.

Insomma, tra soddisfazioni e grandi delusioni, tutti i nostri allievi sono sopravvissuti, chi più chi meno, alla fantomatica prima prova e a noi non resta che augurargli buona fortuna per le difficili prove dei prossimi giorni. In bocca al lupo!

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