• martedì , 20 Ottobre 2020

Internet non basta

Internet non basta”. La frase shock per la mia generazione è dell’emerito professore Luciano Favini che ha preso parte alla commissione per la scelta delle tanto contestate tracce dell’elaborato scritto della Maturità 2013.

Si sarebbe portati a ritenere vero l’esatto contrario. Noi viviamo collegati al web per buona parte della giornata e le notizie che traiamo da esso sono parte integrante del nostro vivere quotidiano. Esso permea di sé eventi importanti per la società, quali da ultimo le elezioni politiche che hanno visto l’affermazione di uno schieramento fortemente caratterizzato dalla rete. Come afferma Gianni Riotta “la politica italiana ha scoperto in questi mesi, con qualche stupore, qualche goffa comicità e una tardiva alfabetizzazione collettiva, che la Rete siamo noi, il Virtuale è Reale”.

Affidarsi alla rete è però sinonimo di successo effimero, se non si pensa che dietro la rete ci siano degli uomini, o in altre parole, che dietro al Virtuale ci sia il Reale. Oltre internet c’è l’elaborazione del pensiero, che solo l’uomo può realizzare, ciò che distingue l’uomo dalla macchina, come dalla bestia. Non si può prescindere dal ragionamento ed esso deve essere prioritario, anche rispetto all’informazione. Già Aristotele, quale mirabile precursore, individuò quale peculiarità dell’uomo la conoscenza attiva che permetteva di compiere il processo di astrazione e di cogliere così l’in sé, la Forma di un oggetto.

Noi tutti siamo animali razionali e perciò non possiamo accontentarci di una conoscenza passiva, incontro asettico tra noi e la notizia ricavata dal web. Se quest’ultima non viene elaborata, associata ad altre informazioni, per poi produrre un pensiero critico, con valenza positiva o negativa, questa rimarrà statica, si limiterà a rimanere un’informazione che presto dimenticheremo. L’uomo che si affida ciecamente alle informazioni trasmesse dal web non potrà più attribuirsi la denominazione di animale razionale.

Le informazioni che si trovano in rete sono per lo più trasmesse con una modalità simile alle pubblicità. Esse, in primis, colpiscono il lettore, sono, proprio per questo motivo, notizie ‘gridate’ nella loro forma più sconvolgente ed, in secundis, sono atte a promuovere una fazione piuttosto che un’altra, anziché lasciare la possibilità al lettore di pensare e di valutare egli stesso le soluzioni. Capita sempre più spesso di sentir ripetere pappagallescamente frasi e pensieri altrui trovati sui social network e memorizzati in modo talmente sterile da impressionare. Internet sicuramente è una fonte utilissima di aggiornamento continuo.

Bisogna, però, occasionalmente fermarsi a ragionare di fronte a questo flusso illimitato di informazioni (ciò che gli studiosi definiscono big data) in cui ci immergiamo ogni qual volta ci connettiamo ad internet. È necessario inoltre, di fronte al rischio di esserne travolti, tentare di concentrarsi su ciò che maggiormente ci interessa, approfondendolo ed esaminandolo con attenzione. In quest’operazione il supporto cartaceo aiuta indubbiamente di più, dando la sensazione di maggiore fissità, rispetto alla modalità informatica. In una parola, l’utilizzo degli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, tra cui internet,  non deve farci dimenticare di usare ciò che abbiamo di più prezioso, che ci differenzia da tutti gli altri elementi del creato: la Ragione.

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