• lunedì , 19 Ottobre 2020

Il potere della nuvola

Una lunga serata di lavoro, interamente dedicata al completamento di quel compito che ci si portava dietro da tanto tempo.

La felicità di essere riusciti a finire e la meravigliosa quanto prossima sensazione di relax provata a contatto con il divano, come premio di meritato riposo.

Un esiziale black-out, responsabile dell’eliminazione del documento fondamentale dal computer e, conseguentemente, di ogni precedente piano felice per il resto della serata.

Nonostante i diversi vantaggi che il mondo digitale ha portato nella vita di tutti i giorni, alcuni eventi molto spiacevoli (nonché, purtroppo, terribilmente ricorrenti) continuano a far parte del rapporto di amore-odio fra uomo e computer.

In realtà diversi problemi sono causati dalla scarsa conoscenza dell’utilizzatore medio del proprio dispositivo e infatti una soluzione per evitare la perdita dei dati esiste.

Si chiama Cloud Computing, esiste ormai da qualche anno e moltissimi italiani, più o meno consapevolmente, lo utilizzano già.

Cloud

Secondo la definizione ufficiale del NIST (National Institute for Standards and Technology) statunitense è un modello computazionale disponibile in modalità self-service a richiesta dell’utente, accessibile via rete, attraverso il quale un provider fornisce risorse comuni ai suoi utilizzatori.

Tralasciando l’ultima dettagliata parte, il Cloud è, in parole povere, un servizio che permette di elaborare dati attraverso l’utilizzo in rete di risorse hardware, una semplice risposta alle maggiori richieste di mobilità e comodità della tecnologia.

Si “affittano”, cioè, componenti hardware (unità di memoria, ad esempio) che, pur non essendo collocati in casa nostra, possono venire utilizzati come se lo fossero, attraverso internet.

Il termine di per sé è piuttosto vago, poiché sono moltissimi i servizi che possono venire offerti in questo modo: il più comune e probabilmente diffuso è il DaaS (Data as a Service), una sorta di hard disk in prestito.

Con questa tipologia di Cloud gli utenti possono salvare i propri documenti online, evitando di utilizzare spazio sull’hard disk del computer, sui propri CD o chiavette USB, oppure di perdere permanentemente i propri dati a causa di guasti o malfunzionamenti; fanno parte del DaaS servizi molto conosciuti come Dropbox, un archivio cloud, su cui è possibile inserire documenti pressoché d’ogni tipo, oppure Evernote, un Dropbox specializzato in documenti di testo.

box

Fra le altre moltissime funzioni del Cloud, le più utilizzate sono il SaaS (Software as a Service), che permette l’utilizzo di software non presenti sul dispositivo in uso, ma controllati a distanza (in remoto), e l’HaaS (Hardware as a Service), con cui è possibile elaborare dati da un hardware remoto.

Nell’ultimo periodo, in particolare, sono stati moltissimi i passi avanti nella promozione dell’utilizzo del Cloud, sia da parte di enti pubblici che privati. L’Unione Europea da anni è impegnata nello sviluppo di tecnologie cloud made in UE, che potrebbero creare diversi posti di lavoro, e possiede una regolamentazione dei servizi cloud molto avanzata. Anche l’Italia questa volta non è rimasta a guardare e Trenitalia è recentemente passata al Cloud, con un notevole risparmio di costi di manutenzione delle macchine, che le ha permesso anche di ottenere il Cloud Innovation Award del Politecnico di Milano.

La guerra fra i colossi del web (Microsoft, Amazon, Google, ecc.) è in corso ormai da anni, con quest’ultima che pochi giorni fa ha dichiarato di voler assicurare una maggiore velocità e facilità di utilizzo del proprio Cloud.

Ovviamente, il Cloud non è esente da rischi, in particolare nell’ambito della privacy. Tutto ciò che l’utente inserisce online diviene teoricamente analizzabile dal provider di servizi, che potrebbe approfittare della propria posizione per eseguire ricerche di mercato non autorizzate, diffondere i dati personali dell’utente e rendersi persino complice di spionaggio industriale.

Le norme in difesa dell’utente sono però sempre più severe e, in questo caso, i vantaggi derivati dall’utilizzo del Cloud valgono anche il rischio che si corre.

L’importante, come sempre quando si parla di dati e internet, è utilizzare con attenzione l’utilissimo mezzo che possediamo, senza voler rifiutare l’innovazione.

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