• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Scorsese sotto la mole

A tutti i curiosi che stazionano nella rovente Torino, ansiosi di accrescere la propria cultura cinematografica o semplicemente di trovare un’alternativa alle ore di caldo torrido, viene offerta una piacevole soluzione che può rifocillare le membra spossate.

Infatti all’interno della Mole Antonelliana che ospita il Museo del Cinema, ma soprattutto dotata di efficiente aria condizionata, ci si può immergere nel mondo di un grande regista italoamericano, Martin Scorsese. La mostra a lui dedicata, presente dal 13 giugno al 15 settembre, vanta la collaborazione della Deutsche Kinemathek di Berlino.

220px-Martin_Scorsese_Tribeca_2007_ShankboneIl visitatore ha la possibilità di ripercorrere la storia personale e artistica di Scorsese attraverso elementi del tutto inediti che contribuiscono a dare di lui un’ opinione completa e reale. La mostra, divisa in sezioni, con la sua linearità lascia che ognuno scopra, passo per passo, nuove sfaccettature della personalità di questo artista.
La sete di sapere degli appassionati è appagata nel corso dell’ascesa circolare intorno alla cupola della Mole: infatti vengono presentati attraverso video e documenti cartacei le ambientazioni storico-politiche dei film del regista, le caratteristiche dei personaggi, le fasi di preparazione e il montaggio delle scene, gli effetti speciali e la musica utilizzata.
Particolari e suggestivi da osservare i numerosi storyboard relativi a ciascun film: questi altro non sono che schizzi preparatori delle scene, veri e propri appunti disegnati, simili a “fumetti”, utili a immaginare la concretizzazione dell’idea del regista.
Si ha persino il privilegio di osservare i costumi e gli oggetti di scena adoperati in celebri pellicole, quali “Taxi driver”, “Toro scatenato” e “Gangs of New York”.
La sezione “Famiglia” documenta il legame del regista con l’Italia: dalle molteplici foto fanno capolino i volti dei nonni del regista, originari della provincia di Palermo, in seguito emigrati in America. Scorsese si dichiara da sempre amante del nostro paese a cui ha dedicato anche un documentario, intitolato “Il mio viaggio in Italia” nel quale affronta la storia del cinema italiano attraverso vicende legate all’infanzia e ai parenti.

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L’attenzione che il regista dedica al suo vissuto di bambino cresciuto a Little Italy, quartiere di New York monopolizzato dall’immigrazione italiana, influisce marcatamente nel delineare la sua tecnica cinematografica.

Nei film di Scorsese mutano spazi e tempi, ma i personaggi che agiscono in essi sono quasi “tenuti per mano” da un filo conduttore comune: il gioco ambivalente che contrappone impeti di violenza e inquietudine ad aneliti di stabilità e calore umano. L’introspezione psicologica dei personaggi è tracciata minuziosamente da Scorsese che si pone come un esperto dell’etica umana, ma anche della sua inevitabile corruzione.
La nostra amata città ringrazia dunque questo artista che ha l’Italia “in un angolo speciale” del suo cuore, come egli stesso afferma nel video-messaggio inviato da New York.

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