• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Valsalice accoglie il giovane Michael

Unitamente al nuovo economo, Don Matteo, Valsalice apre le porte anche a Michael Pagani, giovanissimo salesiano appena approdato sui nostri lidi. Mentre la scuola tutta è in fermento per l’inizio dell’anno scolastico, la ripresa delle attività e le “novità digitali”, lo incontriamo e gli chiediamo di presentarsi e dirci qualcosa circa le sue precedenti esperienze e le aspettative che nutre in merito alla sua prossima permanenza nell’Istituto. Michael si trova totalmente a suo agio ai bordi del campo da calcio, intento alla supervisione delle attività del cortile; alla nostra richiesta acconsente prontamente e, con grande cordialità e disponibilità, ci apre una finestra su di sé.

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Da dove e in che modo è giunto a Valsalice?

Arrivo da due anni di studio intenso di Filosofia nella nostra casa salesiana di Nave, alle porte di Brescia, dove ho avuto la gioia di vivere con altri 24 giovani salesiani provenienti dalle regioni del nord Italia e dall’Ucraina. Solo studio? No, il sabato e la domenica ho frequentato un oratorio molto attivo nella periferia di Brescia e lì mi sono occupato di animare i giochi in cortile e qualche gruppo di giovani. E’ stato veramente un dono il vivere in quell’ambiente!
Finito l’esame di Baccalaureato in filosofia, il 15 giugno sono rientrato a Torino e, non appena arrivato a Valdocco, l’Ispettore mi ha incontrato e mi ha comunicato che la mia obbedienza per il Tirocinio sarebbe stata Valsalice. Che emozione!
Qui però sono arrivato solo a fine agosto perché tra giugno e agosto ho gestito l’Estate Ragazzi all’Oratorio San Paolo e dal 10 al 16 agosto ho vissuto l’esperienza più forte dell’estate con altri 1200 giovani, giunti da tutta Italia e arrivati a Torino per il Confronto MGS.
E’ stata un’estate molto ricca e movimentata, ma soprattutto vissuta con tanti giovani e con le storie della loro vita.
Di che cosa si occupa?

Mi occupo di alcune attività che sono proprie della vita salesiana: la presenza in cortile nelle ricreazioni delle scuole medie e dei licei, l’insegnamento di religione in un paio di classi del liceo, l’assistenza in studio e l’animazione del MGS Biennio. Oltre all’ambiente di Valsalice, in alcuni week-end dell’anno sono impegnato nell’animazione di attività giovanili che si tengono in alcune case salesiane del Piemonte.
Le attività sono molteplici, ma la cosa più bella dell’essere salesiano è che non “fai delle occupazioni”, ma le vivi, imprimi in esse lo stile di Don Bosco.
Ha già avuto precedentemente a che fare con i giovani?

Sono cresciuto nell’oratorio salesiano di Lanzo Torinese fin da quando avevo 7 anni, ragion per cui mi sento di dire che sono cresciuto da giovane e poi con i giovani (e poi ho solo 23 anni, rientro ancora nella categoria).
Sempre a Lanzo per gli anni dell’adolescenza ho frequentato il gruppo del Biennio che era gestito da don Mario Fissore ed è stato lui a darmi le prime possibilità di animare i ragazzi in oratorio; una volta iniziato non ho più smesso e anno dopo anno mi sono occupato dei Savio medie e le Estate Ragazzi, momenti nei quali la mia vocazione ha iniziato a prendere forma.
L’esperienza più forte vissuta con i giovani è stata durante l’anno di Noviziato nel 2011 a Librino, un quartiere periferico di Catania, dove le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno aperto una casa che ha come specifico la cura dei ragazzi più problematici socialmente, delle ragazze madri e dell’evangelizzazione del quartiere.
Abbiamo animato l’Estate Ragazzi solo per due settimane, ma il tipico calore del sud ti rimane dentro.
Considerando la sua esperienza finora, ritiene che il modello educativo di Don Bosco sia ancora applicabile alla gioventù odierna?
Credo fermamente che oggi sia attuale più che mai perché la pratica educativa di Don Bosco è un’esperienza vitale, non una teoria da testo scolastico; poi ci credo ancora più fermamente perché nella mia crescita l’ho sperimentato in maniera diretta nelle persone che ho incontrato e che mi hanno “parlato” con le loro azioni, parole e attenzioni concrete nei miei confronti.

In questi ultimi mesi sono sempre più convinto che il segreto di Don Bosco sia la capacità di osare, di proporre scelte coraggiose costruite giorno dopo giorno, ma osa solo chi possiede un sogno in grado di accendere la vita e possiede le motivazioni giuste per andare avanti con slancio. Mi pare che l’educatore abbia appunto questo dovere: osare di proporre mete grandi e farsi vicino come accompagnatore, tappa dopo tappa.
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Un aspetto positivo ed una difficoltà in cui è incorso fino ad ora.

Gli aspetti positivi sono superiori numericamente a quelli negativi. L’aspetto positivo più consistente è che, stando in mezzo ai ragazzi, sei continuamente sollecitato a rimetterti in discussione, a rinnovarti umanamente e a ringraziare per il dono della vocazione salesiana. La difficoltà più concreta che vedo è quella di far vedere la bellezza di una vita donata al Signore come salesiano; non sempre è compresa questa scelta di vita, eppure oggi desta molte curiosità e domande nei giovani. Lo sperimento ogni giorno quando mi viene chiesto circa le ragioni della mia scelta, gli orari della giornata di un salesiano, se non mi manchi avere una famiglia mia e simili.
Un aggettivo per definirsi.
Per temperamento personale sono un osservatore abbastanza scaltro, mi piace scrutare le persone, non per curiosità, ma per vedere il bello che hanno dentro e, nel caso ci fosse qualche problema, per dare un aiuto. Osservare e ascoltare vanno a braccetto.

Che cosa si aspetta da Valsalice?
Inizialmente non avevo aspettative perché l’obbedienza è stata una sorpresa; però a Valsalice mi aspetto di riuscire a creare relazioni buone e vere con la mia comunità, con i professori e con i ragazzi. Il desiderio più grande che nutro attualmente è quello di essere sempre più salesiano vicino ai ragazzi e mai separato dal Signore, so che in questo mi aiuterete!
Michael conclude la sua presentazione con con una citazione di don Filippo Rinaldi: ‘Quello che non si ottiene con l’amore è inutile ottenerlo con qualsiasi altro mezzo’.
Ci lascia con un sorriso e con la positività che lo contaddistingue: siamo certi che i giovani di Valsalice trarranno grande vantaggio dalla sua presenza e gli auguriamo che questa esperienza vissuta con loro possa arricchirlo a sua volta.

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