• venerdì , 30 Ottobre 2020

De Blasio, un paisà per la Grande Mela

La Grande Mela si è finalmente diretta verso un percorso progressista democratico dopo vent’anni di governo repubblicano. Il paladino di questa svolta è Bill De Blasio, il cui mandato comincerà all’inizio del 2014, un italo-americano di larghe vedute, con l’intenzione di battersi per una New York più equa. De Blasio, eletto con il 73% del consenso, ha surclassato il rivale repubblicano Joseph J. Lhota con un programma semplice ma efficace.

City Council Speaker And Former Mayoral Candidate Christine Quinn Endorses De Blaiso

Mentre l’ex sindaco Giuliani rese La Grande Mela una delle città più sicure del mondo, il nuovo sindaco si propone come il “difensore civico” della città, ha infatti l’intenzione di colmare il divario sociale che da tempo comporta tensioni nella popolazione. Il programma del futuro sindaco si focalizza principalmente sul miglioramento delle scuole e sull’aumento di abitazioni più “vicine alle possibilità dei newyorkesi”.

De Blasio sostiene che i giovani pronti all’Università dopo aver terminato le scuole superiori sono solo il 23%, un numero esiguo. Perciò è determinato non solo ad aumentare e rendere più efficienti i licei già esistenti, ma incoraggiare gli studenti a conseguire un diploma di studi e favorire la partecipazione dei genitori nel percorso scolastico dei loro figli. Per far ciò è necessario che ai bambini sia permesso andare a scuola fin da piccoli: per questo De Blasio nel suo programma ha posto, come primo punto, l’incremento degli asili con un investimento di 500.000 dollari.

La seconda parte del programma riguarda invece il rincaro dei prezzi degli immobili sempre meno accessibili alla fetta più consistente ma anche più povera della popolazione. Ormai sono 50000 i senza tetto della Grande Mela, mentre le case a buon mercato diminuiscono sempre più, in molti hanno difficoltà a pagare l’affitto.  La domanda incalza il mercato immobiliare, ma NYC investe solo un 1% dei 130 miliardi del fondo pubblico nell’edilizia, perciò i prezzi si alzano inesorabilmente.

Bill De Blasio e la sua famiglia

Ma un programma elettorale così valido non è il solo motivo del successo dell’italo-americano. Infatti la famiglia De Blasio è “atipica”, ma proprio per questo gli elettori affermano che rappresenti la popolazione della Grande Mela. Bill, italo-americano, sposò Chirlane McCray nel 1991, un’afro-americana che al tempo lavorava come scrittrice e con un passato da omosessuale. I suoi due figli rispecchiano le origini del padre anche nei nomi: la primogenita, Chiara, viene definita la “next first daughter of fashion” per il suo look particolare ma rappresentativo; il secondogenito, Dante, è ormai un idolo mediatico per la pettinatura e per il video pubblicato per aiutare il padre nella campagna elettorale. I De Blasio incarnano il cuore multi-etnico di New York City. Non appartengono alla ricca fetta di popolazione, rappresentata da tutti i sindaci precedenti, simboli di una città divisa in due. Bill De Blasio si fa portavoce di tutta NYC, la città più vera, quotidiana, quella in cui diverse etnie e culture si incontrano, città aperta alle novità ma dove il divario sociale si è inasprito con il passare del tempo senza che gli ex sindaci e la popolazione che rappresentavano se ne interessassero, mentre la voce di protesta dell’altra metà della Grande Mela si alzava sempre più.

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