• domenica , 29 Novembre 2020

Il ballo delle debuttanti

L’apparenza inganna: il ballo delle debuttanti è una faticaccia!
L’evento si è tenuto sabato 16 novembre nella Galleria Grande (meglio conosciuta come di Diana) della Reggia di Venaria. Non si pensi che queste serate organizzate da associazioni di volontariato per scopi benefici scimmiottino banalmente gli antichi balli nobiliari. Questi, infatti, avvenivano in occasione dell’ingresso in società delle adolescenti, che proprio durante queste serate ‘danzanti’ conoscevano molto spesso i loro futuri mariti, ed erano il pretesto per sfoggiare abiti sfarzosi ed i più preziosi gioielli di famiglia, anche per dare dimostrazione della consistenza della dote.
Oggigiorno l’intento è di far divertire anche i più refrattari e di raccogliere appunto fondi da impiegare in svariati progetti di solidarietà, che è forse il lato migliore di tutto questo. Per poter riuscire nello scopo è necessaria un’organizzazione impeccabile. Dietro lo sfarzo dei vestiti bianchi di una sera c’è tanto lavoro dei volontari, tanta fatica, anche fisica, delle partecipanti. L’evento per i protagonisti (debuttanti ed aspiranti guardia marina, che per ignoranza i più chiamano cadetti) comincia ben una settimana prima. I ragazzi trascorrono questo periodo in ‘clausura’ forzata all’interno della base militare di Veveri, dividendosi tra massacranti prove di ballo, soporifere lezioni di bon-ton, visite dei celebri complessi industriali aeronautici e davvero poco tempo per svagarsi.
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In questa settimana si compie un prodigio: la coreografa meticolosa ed esigente come non mai trasforma 60 insipienti di ballo in ballerini capaci di realizzare una discreta performance, sia pure con sangue, sudore e lacrime.
Non v’è dubbio che questo sia un evento anacronistico.
Oggi i ragazzi si conoscono sul web, in discoteca, a scuola, in vacanza, girano il mondo fin da bambini, con la conseguenza che il ballo delle debuttanti abbia sicuramente perso la sua funzione del passato.
E’ al contrario un tuffo nella storia delle nonne, nelle regole che governavano l’ingresso in società delle fanciulle, nella figura di una donna che non è più, che si realizzava nel fidanzamento, nel matrimonio e nella famiglia e che a questo si preparava con lezioni di ballo e buone maniere.
E’ soprattutto un’occasione per le ragazze per comprendere come siano fortunate le diciassettenni del 2013, con la possibilità di realizzare i loro sogni di studio, di carriera, insieme ai traguardi del passato che rimangono importanti, ma non certo gli unici a cui aspirare. Così come per scoprire il mondo dell’Accademia navale militare di Livorno, fatto di selezione severa, formazione seria, regole rigidissime, molto lontane dal modo di vivere dei coetanei ‘civili’, ma anche per apprezzare la galanteria inusuale di un baciamano.
Per i ragazzi che raggiungono i migliori risultati scolastici, sportivi e disciplinari il ballo è un premio atteso ed agognato. Insomma un evento coinvolgente per tutti i suoi protagonisti.

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