• venerdì , 30 Ottobre 2020

Gassmann: un Riccardo più vicino a noi

Ancora sette giorni per assistere alla messinscena del “Riccardo Terzo” di Shakespeare, che fino all’8 dicembre sarà al Teatro Carignano di Torino per la stagione dello Stabile. Protagonista, regista e ideatore della scena è Alessandro Gassmann, alla sua prima volta in questo ruolo. Un altro “cattivo”, dunque, per il popolare Edoardo Rengoni misterioso protagonista della serie di successo Raiuno “Una grande famiglia”. “Ma Riccardo è molto più crudele!” – scherza l’attore – “un cattivo assoluto”.

Ambientazione quasi horror, un palcoscenico che sembra via via una grotta dalle inquietanti stalagmiti, un tempio dalle arcate gotiche ma che diventa anche all’occorrenza un bosco scheletrico. Poi, luci che spezzano un’atmosfera spettrale, rumori talvolta assordanti: questo il “sapore” del dramma. A rendere Shakespeare più vicino allo spettatore è pure l’uso di tecniche cinematografiche sulla scena che fan diventare il tutto un po’ meno “teatrale”. Ma il lavoro grosso Gassmann l’ha voluto fare sul testo, rivedendo l’opera insieme con il drammaturgo e scrittore Vitaliano Trevisan. “Il “nostro” Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua “diversità” deve colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi – mi auguro in gran parte formato da giovani -, trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure e le “deformità” dell’animo umano”. In questo “RIII – Riccardo Terzo” così, la parola shakespeariana si fa più moderna, liberandosi dal peso dei fronzoli seicenteschi senza però perdere la sua poesia.

Di fronte alle malefatte di Gloucester e dei suoi si inorridisce, ci si indigna, ma anche si ride; lo spettacolo ha toni grotteschi, e Gassmann è un cattivo accattivante che spesso con smorfie e occhiolini si rivolge direttamente al pubblico per invitarlo a essere suo complice. La sua crudeltà è manifesta, ma qua e là la sua solitudine fa pena e certe frasi famose – “Se non sono il primo, mi sento l’ultimo”, “Il mio regno per un cavallo” – sembrano inutili richieste di aiuto.

TRAMA
Riccardo, duca di Gloucester gobbo e sciancato, fratello di re Edoardo IV, uomo feroce e molto ambizioso, desidera a salire al trono e per ottenere la corona è disposto a tutto.
Per arrivare al suo scopo, infatti, non esita a far uccidere il fratello maggiore, duca di Clarence, e corteggia e sposa Anna, vedova del principe di Galles.
Morto il re Edoardo IV assume il ruolo di protettore del regno e reggente, in attesa che il figlio e legittimo successore compia la maggiore età.
Ma la sua crudeltà e la sete di potere lo spinge a rinchiudere il ragazzo con il fratello, duca di York, nella Torre di Londra. Per conquistare definitivamente il suo ruolo di sovrano deve eliminare ogni ostacolo compresi i pari del regno che si schierano contro di lui.
Raggiunto il suo scopo, fa uccidere i figli di Edoardo, ripudia Anna e progetta di sposare la nipote Elisabetta.
Ma a questo punto il duca di Buckingham si ribella e, schieratosi con il conte di Richmond, attacca l’usurpatore.
Il destino di Buckingham sarà la morte, ma anche per Riccardo non ci sarà salvezza: nella battaglia di Bosworth il conte di Richmond lo uccide.

http://www.teatrostabiletorino.it/projects/riii-riccardo-terzo/

http://www.lastampa.it/2013/11/27/multimedia/spettacoli/gassman-porto-a-teatro-larroganza-del-potere-GyLfxAupxKsyrvu5xdaDWN/pagina.html

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