• lunedì , 26 Ottobre 2020

Rimanere in mutande

Roma, città fantastica, palcoscenico di meraviglie architettoniche e cuore di una delle più celebri civiltà antiche anche quest’anno ripropone un’imbarazzante storpiatura dell’ormai smarrito mos maiorum. Lo stesso spettacolo non manca nella prima capitale d’Italia, Torino, piccolo e regale gioiello del nord.

Il noto brand spagnolo Desigual fondato dai fratelli Christian e Thomas Meyer nel 1984 ripropone il cosiddetto “seminaked party” promettendo ai fedeli consumatori di vestire gratuitamente i primi 100 che si fossero presentati dinnanzi all’ingresso del negozio in biancheria intima sfidando le taglienti temperature e forse anche il buon gusto.

La trovata pubblicitaria, in occasione dell’inizio dei tanto attesi saldi, sabato 4 Gennaio 2014, riscuote successo. Ingenti folle seminude poste al di fuori della boutique presso via del Corso, sono disposte a far parte di questo teatrino del grottesco per appropriarsi senza spese di t-shirt ed altri accessori.

La nudità sembra essere giustificata dalla crisi economica, che da tempo fa da triste sfondo ad un’Italia ormai in svendita. Eppure la moltitudine ignuda sembra composta da benestanti soggiogati non dal peso di un’economia in rovina quanto piuttosto dal brivido di possedere un indumento firmato gratis.

Agli italiani piace la parola “gratis”: essa esercita un potere ipnotico, capace di spingere ad azioni controverse per ottenere senza pagare. Queste azioni un prezzo però ce l’hanno: dignità, pudore, moralità.

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La pubblicità da molto tempo utilizza, per vendere e vendere di più, una sessualità esplicita ed accessibile che priva il corpo di quella sacralità e fascino, non più preservate dal pudore né da un minimo di decenza.

La massa non può certo rappresentare l’ideale di uomo unico e irripetibile, alla ricerca del Bello, del Giusto, del Buono, ma i componenti di queste “folle di denudati” mostrano un vistoso cambiamento dei valori condivisi, mostrano la persona che si svende come il suo Paese per vane promesse di una qualche felicità. Dinnanzi alle porte della Desigual, in questo giorno di saldi non ci resta che osservare, come scriveva Walt Whitman, “infiniti cortei d’infedeli, città gremite di stolti”.

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