• mercoledì , 2 Dicembre 2020

I 60 anni di Mamma Rai

Il 3 gennaio del 1954 dal Centro di Produzione Rai di Corso Sempione di Milano ufficialmente prendevano il via le prime trasmissioni televisive italiane. Fulvia Colombo, la prima “signorina  buonasera” su un unico canale in bianco e nero presentava il primo “Telegiornale” e la “Domenica Sportiva” condotta da Enzo Tortora. Al conduttore  Mike Bongiorno, affiancato da Armando Pizzo, veniva affidata “Arrivi e Partenze”, composta da interviste a personaggi famosi in transito per l’aeroporto di Ciampino. Dopo Milano, si sono aperti i centri di Torino, Roma, Napoli e le  produzioni di programmi si sono moltiplicate  progressivamente.

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Col passare del tempo è andato costituendosi un patrimonio di storia e tradizione che ha appassionato intere famiglie.

Probabilmente solo  gli spettatori più anziani  sono in grado di valutare l’importanza dell’avvenimento; non è così per i più giovani che alla  nascita  hanno già trovato una televisione a colori che si esprime su molti canali. Per loro il fascino dell’innovazione è andato irrimediabilmente perduto, surclassato dal computer con You Tube, Twitter, dagli iPhone che spodestano il piccolo schermo sfoderando altissima tecnologia e interattività.

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La TV è divenuta in questi ultimi anni un intrattenimento casalingo per genitori e nonni: questo può giustificare la frequente messa in onda di nostalgiche rivisitazioni ed interviste su argomenti del  passato e sulla rimessa a nuovo di canzoni anni ’60.

Ritorniamo alla data del 3 gennaio di 60 anni fa: la televisione era la scatola magica che finalmente rendeva visibili i personaggi e le voci della radio. Il percorso televisivo si profilava come un cammino impegnativo basato sulla professionalità e creatività volto ad introdurre nelle case un pezzo di mondo  che  a molti era quasi sconosciuto.

La TV dell’inizio era nata come servizio pubblico con l’intento di perseguire l’eccellenza dell’offerta in ogni campo di intrattenimento  culturale e di svago ed era fatta di notizie, spettacoli teatrali, di musica e varietà. Usando le possibili innovazioni tecnologiche  si mirava alla ricerca di un’ immagine a colori ed alla riduzione dell’ingombro dei  tubi catodici.

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Nei primi anni è stata un mezzo per uscire dall’isolamento ed ha suscitato molto entusiasmo e curiosità. Nata in un periodo di boom economico, ha accompagnato la trasformazione della società italiana da agricola ad industriale, modificando profondamente le abitudini e gli stili di vita degli italiani. Era un mezzo per collegare quelle regioni del territorio che tradizionalmente erano più isolate, diffondendo notizie ed usanze nazionali anche là dove le  grosse vie di comunicazione non erano ancora  ben sviluppate. La diffusione della televisione era riuscita a portare la lingua italiana anche in quei luoghi in cui si parlava solo il dialetto.

Molti sono usciti dall’analfabetismo seguendo le  trasmissioni del maestro Alberto Manzi che dagli schermi teneva corsi per adulti: sapeva trasformare con la sua comunicativa, una lezione elementare in uno spettacolo coinvolgente ed efficace.

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Nel 1954 il mondo era semplice ed alimentato da tante speranze:  la guerra era ormai lontana, vi era  un grande desiderio di crescita. L’innovazione attirava particolarmente e la televisione era l’oggetto più ambito del momento. Dopo le prime trasmissioni si scatenò una vera gara per l’acquisto di un televisore anche se il suo prezzo era molto elevato.  Bisognava sborsare quasi il reddito di un anno di lavoro per acquistare un buon apparecchio. La TV era simbolo di benessere e non si esitava a ricorrere  anche all’indebitamento rateale pur di farsi assemblare un apparecchio televisivo

Possedere un televisore era anche un’occasione di integrazione sociale: buona parte dei vicini di casa e dei colleghi, il giovedì sera si riuniva a casa del fortunato possessore di un apparecchio TV, per assistere a “Lascia o Raddoppia”, il celeberrimo quiz condotto da Mike Bongiorno. Gli amici sportivi affollavano i bar in occasione di incontri di pugilato, calcio, olimpiadi, eventi importanti della vita nazionale ed ovunque il gruppo assisteva commentando  in allegria.

I programmi degli albori della Tv miravano quasi sempre a costruire qualcosa e lo spettacolo, diretto da abili registi, sovente era educativo per il pubblico in un modo semplice ed efficace. Il divertimento ed il varietà erano affidati ad attori temprati da una precedente routine  diretta di palcoscenico.

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In un’ epoca in cui il business del consumismo non aveva ancora introdotto i viaggi low-cost, si poteva per la prima volta conoscere il mondo stando  comodamente adagiati sulla poltrona del proprio salotto.

Oggi, per intrattenere i ragazzi, c’è la Play-Station mentre 60 anni fa c’era ””Giocagiò” ed altri intrattenimenti specifici.

La pubblicità era molto gradevole. Chi non ha sentito parlare di “Carosello”? Era il segnatempo limite prima che piccoli  spettatori andassero a nanna.

Nel giorno del suo compleanno bisogna per forza ricordare le “dirette storiche” della TV: esse facevano in modo che l’impossibile divenisse possibile. Nel 1969 tutti passarono la notte svegli per assistere allo sbarco  sulla Luna, commentato da Tito Stagno e la maggior parte degli italiani provò una emozione indescrivibile.

Altra memorabile diretta fu il mancato salvataggio di Alfredino Rampi, un bimbo caduto in un pozzo che commosse e tenne incollati al televisore per ore ed ore migliaia di persone.

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Dal 1954  in poi, attraverso il piccolo schermo, tutti i più importanti avvenimenti di cronaca sono entrati nelle nostre case ed oggi le notizie quotidiane sono così rilevanti da aver ispirato alla Rai la creazione di un canale di sole news.

Sicuramente, ai tempi attuali, introducendo nei palinsesti alcuni reality e alcune fictions di importazione straniera, si nota anche una certa decadenza  di stile nei programmi, ma non è colpa di Mamma TV: è il naturale logorio dei tempi di crisi di valori che inquina  tutti i costumi.

Per il suo anniversario, la Tv ha presentato alcuni spezzoni dei migliori programmi  di varietà, storia e commedie tratte dai suoi archivi ed una carrellata di interviste a personaggi che hanno fatto la storia della TV. Queste reminescenze possono suscitare un po’ di nostalgia però aiutano a rendersi conto di come i tempi e le mode siano cambiati.

Certamente oggi constatiamo che vi è maggiore libertà di espressione e maggior confronto fra le tesi opposte… Talvolta  assistiamo a troppa cruda realtà e per contro altre volte le cose appaiono troppo mielate. L’importante è essere correttamente ragguagliati sugli avvenimenti.

Buon anniversario TV, nata riunendo tante persone ed oggi preferita compagna di tante solitudini.

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