• lunedì , 26 Ottobre 2020

Le droghe della crisi

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Krokodil, Thai, Sisa: sono solo alcune delle più recenti droghe che hanno fatto la loro comparsa nel mercato nero da pochi anni. Ripensando al film “I ragazzi dello zoo di Berlino”, classe 1981, che già aveva fatto tanto scalpore all’epoca, viene la pelle d’oca al solo pensiero di come questo universo sia così degradato. La protagonista è Christiane F., una ragazzina cresciuta nei sobborghi di una Berlino buia e divisa in due, che già a 14 anni viene a contatto con un mondo che non la lascerà scappare più via: la tossicodipendenza da eroina. Vent’anni dopo questa sostanza è considerata dai più una droga pesante troppo costosa, e migliaia di persone hanno iniziato a produrre un tipo di droga low-cost che ha fatto la sua prima vittima nel 2010 in Russia: La Krokodil. Costa circa 40 euro in meno rispetto ad una dose di eroina, e ha un effetto tre volte più potente. Gli ingredienti sono semplici da trovare: Codeina (si trova nelle più comuni pastiglie per il raffreddore), Iodio, Benzene (di cui è composta la benzina) e Fosforo rosso (utilizzato nei fiammiferi e in alcuni tipi di acciaio): mischiate insieme in meno di un’ora si ha una sostanza rossastra che, iniettata in vena o fumata, provoca un’altissima dipendenza a chi l’assume e causa danni irreversibili al corpo umano.

Qualche ora di estraniamento più completo non vale certo le conseguenze: vengono divorati letteralmente reni, fegato e cuore, e lentamente ogni parte dell’organismo. C’è chi la inietta direttamente nel muscolo, il che provoca una vera e propria “esplosione chimica” che fa staccare interi lembi di carne, fino ad arrivare al solo osso. In Russia non esistono strutture di riabilitazione vere e proprie, e le poche cliniche che tentano di affrontare questo grave problema non hanno l’esperienza necessaria per fermare questa piaga, che si sta diffondendo come un’epidemia.

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Dirigendosi più a sud si trova un altro stato che di recente ha avuto problemi ancora maggiori in fatto di droga. Stiamo parlando della Grecia, nella quale è sempre più alta la diffusione delle cosiddette “droghe della crisi”, i cui nomi sono Thai e Sisa (anche chiamata Chrystal Meth). Dirigendosi nella periferia di Atene e delle principali città elleniche, al posto di negozi e di ristoranti fanno da sfondo serrande chiuse ed edifici fatiscenti con davanti gente che, senza la minima preoccupazione, si “fa” alla luce del sole. Il costo, come la Krokodil, è estremamente ridotto: 2-3 euro al grammo. Il contenuto, come per la droga russa, è estremamente nocivo per il corpo umano ed è molto facile da ottenere: la Sisa può contenere shampoo e calcestruzzo e la Thai può essere composta addirittura da acidi prodotti dalle batterie delle auto mischiati con metanfetamina. Il tutto si inietta in vena, e oltre a consumare gli organi interni danneggia fortemente le sinapsi neuronali e aumenta l’aggressività.

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Come se tutto ciò non bastasse, la sempre più alta richiesta di queste ha portato molti disperati a prostituirsi per procacciarsi quei pochi euro che bastano per ottenerle: la diffusione del virus dell’HIV ha raggiunto i massimi storici nella penisola ellenica e il governo sembra non fare niente per fermare questa piaga. Ancora una volta le strutture di riabilitazione sono quasi del tutto inesistenti e queste “droghe dei poveri” fanno migliaia di vittime ogni anno, molte delle quali per suicidio. Guardandoci intorno però si nota tristemente che anche nel Bel paese nuove sostanze stupefacenti hanno fatto la loro comparsa: in soli 5 anni sono stati sequestrati dal Dpa, il dipartimento antidroga, 280 nuovi tipi, quasi tutti sintetici (ovvero prodotti in laboratorio mediante sostanze chimiche). I più noti sono sicuramente la “Spice”, o Cannabis sintetica (sintomi di paranoia, attacchi di panico e schizofrenia), la “Khat” (irrequietezza, istinti suicidi e anoressia), la Salvia Divinorum (psicosi e allucinazioni) e la triptamine (agitazione, dolori gastro–intestinali e rabdomiolisi), tutte prodotte in laboratori illegali e distribuite su tutto il territorio nazionale. E’ stato recentemente adottato dal Ministro della Salute  un piano in 10 città italiane per combattere questo flagello che, soprattutto in periodo di crisi, sembra colpire molti individui di ogni fascia di età.

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