• mercoledì , 21 Ottobre 2020

In camerino con Lillo e Greg

Un castello nella campagna londinese, cinque personaggi; l’investigatore e i presunti indiziati per l’omicidio della contessa Worthington, anziana nobildonna avvelenata. Il giallo inizia ma la messinscena viene quasi immediatamente interrotta da un malessere che non permette ad uno dei protagonisti di continuare a recitare. Sorprendentemente un sostituito rimpiazza lo sfortunato e lo spettacolo continua. Il bibitaro che vende pop corn e patatine si rivela in realtà un tontolone: non conosce le battute e a mala pena la trama e scombina completamente il naturale proseguire dello spettacolo. Il tutto è reso ancora più complicato dalla presenza di un produttore televisivo in scena: gli attori cominciano a scalpitare, desiderosi di farsi notare. La storia continua a cambiare, vengono introdotti nuovi personaggi, nuovi monologhi  e lentamente l’intricata serie di prove e indizi viene smascherata dal rozzo ometto che da mesi assisteva quotidianamente alle prove dello spettacolo.

Uno specchio sulla realizzazione di uno spettacolo e, nello stesso tempo, dell’animo umano che vuole imporsi anche a scapito del prossimo, con menzogne e tradimenti. In più una corrosiva denuncia con il sorriso sulle labbra delle invidie e delle ipocrisie all’interno di una compagnia. Ma soprattutto una serie rutilante di gag comiche che permettono a Lillo e Greg, bravissimi come sempre, ma anche agli altri attori (la provocante Vania Della Bidia, l’estroso Danilo De Santis, l’inappuntabile Dora Romano) di dare il meglio di sè.

Da martedì 28 gennaio a domenica 2 febbraio il Teatro Alfieri di Torino è stato il palcoscenico della commedia “Il mistero dell’assassino misterioso” con protagonisti il famoso duo Lillo e Greg: star di televisione e teatro, nonché dell’amatissima trasmissione cult “610” di Radiodue. Nessun dubbio: il pubblico torinese ha apprezzato senza mezzi termini l’ora e mezza di risate senza interruzione tributando il meritatissimo applauso.

Lillo_Greg-Il_mistero_dell_assassino_misterioso

Di Pasquale Petrolo e Claudio Gregori conoscevamo la straripante comicità tra il surreale ed il paradossale, i raffinati giochi di parole, la naturale simpatia. Abbiamo però anche scoperto due ragazzi capaci di dialogare con il sorriso con i fans e che ci hanno accolti con eccezionale disponibilità.

Il Salice ha infatti avuto modo, mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo, di intervistare i due comici romani: gentilissimi e molto disponibili ci hanno spiegato la loro storia, la loro amicizia e ci hanno fornito interessanti consigli sul futuro di noi giovani, oltre a lasciare trasparire qualche indizio sulla commedia metateatrale. Vi permettiamo ora quindi di entrare insieme a noi nel piccolo camerino ove abbiamo svolto la nostra intervista. 

Quando vi siete conosciuti? 

La cosa è stata in realtà molto casuale. Ci siamo conosciuti nel ’86 in una redazione di fumetti, dove entrambi collaboravamo separatamente. Poi nel 1990 ci è stato proposto di inventarci una rivista comico-surreale, e collaborando insieme siamo diventati amici. Dopo che però la casa editrice fallì, noi con altri fumettisti, sapendo cantare e suonare, abbiamo formato un gruppo musicale, chiamandolo “Latte e i Suoi Derivati“. Abbiamo esordito nel 1992 e con il passaparola è diventato molto famoso a Roma e nel Lazio e poi l’eco si è sparsa in tutta Italia.

E la vostra carriera di comici?

Parallelamente nel ’94 abbiamo debuttato in teatro, al Vittoria di Roma, con una commedia a sei mani scritta con il direttore artistico Attilio Corsini. Si  intitolava 57 Quaranta 170, che era il numero di telefono del teatro. Dopo questa esperienza, ogni anno abbiamo messo in scena uno spettacolo. In seguito abbiamo fatto qualche piccola apparizione televisiva e radiofonica finché, nel ’97,  ci venne proposto di fare la prima serie del format argentino “Le Iene”, e lì rimanemmo fino al 2003″.

Siete amici anche fuori  dal lavoro?

Sì – sorride Greg –  ci frequentiamo per motivi lavorativi  quasi quotidianamente e andiamo molto d’accordo. Nonostante i nostri caratteri totalmente diversi: Lillo è più “pantofolaio”, a me invece piace uscire la sera, a suonare o a vedere concerti.

Quali sono i vostri modelli comici? C’è qualcuno che vi ha ispirato particolarmente?

In Italia Franca Valeri, Vittorio Caprioli, Luciano Salce, Walter Chiari, Felice Andreasi, Cochi e Renato, Raimondo Vianello con Ugo Tognazzi prima e e Sandra Mondaini poi. Insomma soprattutto quella comicità che ha caratterizzato gli anni Cinquanta-Sessanta-Settanta. Ma anche i Giancattivi. Sul versante americano invece, ci ha influenzato la comicità ebraico-americana, da Jerry Lewis a Woody Allen, Mel Brooks.  E poi le commedie con Jack Lemmon e Walter Matthau. Oggi, comici che stimiamo sono Alessandro Bergonzoni e Antonio Rezza.

Come nascono le vostre gag? 

Nascono ovunque, è come quando si fa la Settimana Enigmistica: più ne fai più la mente ti si sviluppa in quel senso e quindi il cervello è portato ad analizzare quello che ci circonda in quel determinato modo. Insomma, da qualunque situazione che affrontiamo può nascere un’idea comica. Quasi tutte le nostre gag hanno come base la meschinità e la grettezza dell’animo umano, l’arrampicarsi sugli specchi pur di raggiungere uno scopo.

Quanto hanno contato gli studi per il vostro lavoro?1554577_1388943164701739_693564273_n

Sicuramente moltissimo. Perché più si hanno frecce nella faretra più si riesce a far combinare le sinapsi in modo che ci siano tante soluzioni possibili. Spesso i ragazzi vogliono imparare tutto e in fretta, ma secondo noi è anche importante capire il vero percorso della comicità. Ad esempio, i Menecmi di Plauto: se si prendono ora sembra una commedia quasi ingenua, ma invece bisogna capire che è stata la prima opera comica sullo scambio di identità.

Cosa consigliate a un ragazzo che si affaccia al futuro?

Innanzitutto – continua Greg –  bisogna capire se la strada scolastica intrapresa è davvero quella giusta; se no, è  meglio cambiarla. Inoltre bisogna sapere che si cambierà idea cento, mille volte; io da bambino avrei voluto fare l’etologo, studiare gli animali, e ora eccomi qua a investigare su un caso di ipotetico assassinio.

Consigliereste un mestiere come il vostro a un ragazzo della nostra età?

Spassionatamente, sì. Noi ci sentiamo fortunati per il fatto di essere riusciti a realizzare quello che era il nostro passatempo, il divertirsi e il divertire. Sia in maniera musicale sia comica, fare un lavoro che ci galvanizza, stimola e diverte è qualcosa di straordinario!

Siete molto eclettici. Qual è la classifica delle vostre passioni?

Musica – risponde subito Greg – poi teatro, radio e solo alla fine televisione.

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