• lunedì , 19 Ottobre 2020

La Torino barocca

Torino mi sembra la città più graziosa d’Italia e, per quel che credo, d’Europa per l’allineamento delle strade, la regolarità delle costruzioni e la bellezza delle piazze. (Charles de Brosses, in M. R. Colomb, Il presidente de Brosses in Italia, 1836).

Un’architettura pulita e regolare, sintetica nei suoi spigoli e nella sua sinuosità, ma pur così ricca di storia e passione: ecco il secondo appuntamento con la Torino Architettonica. Dopo la riscoperta della Torino romana (clicca qui per leggere l’articolo), proponiamo un percorso (vedi la cartina qui sotto) per la Torino Barocca ideato dal professor Gualtiero Croce, che accompagna la III classico A nell’esplorazione urbanistica di Augusta Taurinorum.

Percorso per i punti salienti della Torino Barocca

TAPPA 1: PIAZZA CASTELLO

La monumentale piazza offre un’interessante visione d’insieme dell’arte che ha caratterizzato nel corso dei secoli il capoluogo piemontese. A partire da Palazzo Madama, chiosa in sé di arte Medievale, Neoclassica e Barocca, notiamo alcuni degli stilemi dell’architettura barocca torinese. In primis, una facciata caratterizzata da elementi aggettanti e rientrantidinamica nel gioco di luce che si crea con l’avanzamento del corpo centrale rispetto alle due componenti laterali; ampie finestre si aprono ad un dialogo con la piazza stessa in un’architettura di un barocco pur sempre concepito nelle sue accezioni meno stravaganti.

La facciata, opera dell’architetto Filippo Juvarra, è concepita come espediente per collocare un’enorme scalinata antistante il palazzo stesso che introduca i nobili visitatori al piano superiore direttamente alla sala di rappresentanza Savoia.

Secondo uno stile tipicamente piemontese, è l‘interno a fornire un tripudio di volute ed elementi decorativi tipicamente barocchi, una ricchezza raffinata modellata su pietra bianca, o meglio su stucco che, secondo il primo stile pompeiano, nella sua povertà imita il materiale più costoso e pregiato, il marmo.

Torino_-_Palazzo_Madama

Un altro elemento che domina la piazza è il maestoso Palazzo Reale: si presenta preceduto da un cancello finemente decorato. Ancora una volta, la facciata si presenta estremamente pulita, priva di elementi aggettanti come invece Palazzo Madama, non tanto un’architettura in fieri, bensì semplice ed austera. Persino il cortile interno è caratterizzato da una candida linearità quasi spiazzante. La vera ricchezza è espressa negli interni, secondo il tipico stile torinese.

TAPPA 2: GALLERIA SABAUDA

Fiancheggiando il nobile Duomo, giungiamo ad un’area immersa nell’antichità romana, tra le Porte Palatine e i reperti archeologici di una classicità riscoperta nella Torino sotterranea. La Galleria Sabauda si estende in un corpo di gusto tardo classico: si propone come luogo in cui mantenere tutte le opere artistiche della casa reale. Attualmente è in fase di completamento di alcuni interni, ragion per cui molte opere sono conservate a Moncalieri.

Interessante è la sosta, nello spostamento verso la prossima tappa, nella piazza più antica di Torino di gusto tipicamente medievale, nei pressi di Largo IV marzo: da qui è possibile, volgendo lo sguardo verso Piazza Castello, intravedere in prospettiva sia la Cupola del Duomo, sia la Cupola della Sindone (opera di Guarino Guarini).

TAPPA 3: PALAZZO COMUNALE

Il palazzo, opera di Francesco Lanfranchi, riproduce in miniatura il lessico di Palazzo madama, con quattro colonne aggettanti che sorreggono una struttura sporgente rispetto agli elementi più laterali. Anche questo Barocco è tuttavia misurato, più tendente ad un gusto neoclassico.

TAPPA 4: PALAZZO CARIGNANO

Dinamico e semplice al contempo, Palazzo Carignano riassume i caratteri del Barocco misurato torinese, stilemi che diventeranno modello delle architetture piemontesi contemporanee e successive. La sobrietà dell’esposizione di un materiale considerato povero quale i mattoni a vista ben si sposano con la definizione di una facciata che si distingue da quelle fin eccessivamente sobrie: un’alternanza di curve concave e convesse conferisce dinamicità al Palazzo sede delle più importanti cariche dei Savoia.

Riconosciamo in alcuni elementi decorativi delle finestre del piano nobile: il particolare fregio di queste ricorda, secondo alcuni studiosi, le fattezze di un indiano d’America. Infatti vorrebbero ricordare la vittoria delle truppe francesi, cui s’era aggiunta una corte savoiarda, nella conquista del Canada.

palazzocarignano2

L’entrata principale conduce i visitatori sotto una cupola ellittica sorretta da otto colonne, abbastanza grande da contenere, a suo tempo, le carrozze dei nobili che arrivavano al palazzo in occasione di feste o ricevimenti. In effetti la sala adibita a questi scopi si trova esattamente al di sopra della cupola. Straordinario è il gusto del genio Guariniano nello strutturare la scalinata che conduce alla sala delle feste (in epoca successiva poi convertita in Parlamento Subalpino): in una prima sezione la rampa assume una forma convessa che pare quasi respingere il visitatore; in una seconda sezione la rampa cambia assetto geometrico per attirare e quasi assorbire, attraverso i suoi scalini ora di forma concava, gli ospiti.

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