• giovedì , 22 Ottobre 2020

3,2,1… Let's go Renzi!

L’avvio del nuovo governo Renzi è stato indubbiamente caratterizzato da un elemento che ha lasciato molti sbigottiti: un linguaggio semplice, immediato permeato dall’ottimismo del nuovo Presidente del Consiglio. In poco tempo Matteo Renzi sembra aver scardinato liturgie e tradizioni di anni, o meglio di secoli di questa nostra pur giovane Italia.

La storia per la verità è costellata di personaggi che hanno interpretato in modo originale ruoli di Stato, con esiti non sempre positivi.
La vera novità che Matteo Renzi ha apportato è la normalità e la spontaneità dei modi e delle abitudini, dei gesti e dei discorsi, sia nella forma che nei contenuti. Proprio per questi tratti alcuni parlano persino di “grillismo strisciante” tutto teso come sembra ad attrarre l’elettorato di questo partito.
È il tentativo di portare i problemi concreti del Paese in luoghi in cui la vita vera non era mai arrivata, se non mediante le esasperazioni di Grillo.

Matteo-Renzi

Diminuire la distanza tra il palazzo e la “gente” è un segnale di cambiamento apprezzabile. Osservarlo ripreso dalla Presidente della Camera, perché distratto dalla lettura di un messaggio sullo smartphone, lo rende talmente umano che, nonostante la sua distrazione sia teoricamente disprezzabile, lo spettatore medio capisce e lo sente vicino. È estremamente significativo condividere modi ed abitudini di vita, prima tappa di avvicinamento ad un mondo finora distante ed avverso, anche perché così diverso e negativo.

Le sue proposte sembrano più frutto di buon senso, elemento fondamentale che troppe volte manca in politica, che di approfondita analisi dei problemi. La sua forza sta nel tentativo concreto d’intaccare principi che sembravano finora ineludibili: il concetto di politica al servizio dei cittadini; la responsabilità con il refrain “ci giochiamo la faccia e se falliamo andiamo a casa”; i tempi della politica che non decide mai, bloccata dalla burocrazia, che ha contingentato. Tutto il suo essere ed il suo apparire sono finalizzati ad imprimere un ritmo serrato, forse non necessario, ma d’impatto sui media e sui suoi beneamati colleghi per cambiare regole essenziali per il Paese. Questo personaggio ha finalmente sfatato il mito, che era venuto a crearsi negli ultimi anni, della difficoltà di comunicazione della sinistra italiana.

Per capire se si tratti di velleitarietà o grande capacità di azione, oltre che comunicativa, bisognerà attendere il verdetto della storia. Certamente questo delicatissimo momento storico richiedeva un intervento di questo tipo per ridare fiducia agli Italiani, provati dagli scandali diffusi della politica, dalla dimostrata incapacità di reazione alla crisi economica dei loro rappresentanti in tutte le sedi istituzionali, dal pessimo spettacolo – ed il termine non è casuale – regalato dalle nuove forze politiche, quali il Movimento Cinque Stelle, che si dedica, anziché ad un’opposizione sana ed essenziale in democrazia, alla contestazione non costruttiva e,  perciò, deleteria.

Una sorta di rivoluzione di stile e di linguaggio, almeno in parte, si è compiuta.
Si percepisce freschezza, di cui si sentiva gran bisogno e sforzo impiegato nella giusta direzione; un buon inizio che merita un “in bocca al lupo”, in linea con il linguaggio di Matteo Renzi, indirizzato al protagonista di questa svolta e dedicato all’Italia che merita da noi di più e di meglio di ciò che ha avuto in questi ultimi mesi. Aspettiamo ora con grande entusiasmo e speranza una vera rivoluzione a livello politico, economico e sociale. LET’S GO!

Matteo-Renzi1

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