• venerdì , 30 Ottobre 2020

Alla scoperta di Villa Borghese

001Come poter dimenticare Roma, la città eterna? Il Colosseo, piazza San Pietro, le opere di Michelangelo, le piazze, le fontane… Un vero museo a ciel aperto.

Durante i primi giorni del mese di aprile, la scuola Secondaria di Primo grado Valsalice ha avuto la fortuna di visitare questa splendida città.  Il viaggio è durato quattro giorni intensi (dal giovedì alla domenica), ma è stato unico ed emozionante!

002Nei giorni precedenti alla gita, i ragazzi hanno potuto scegliere che cosa visitare durante la giornata di venerdì: Osservatore Romano, Musei Vaticani, Roma politica, piazze e fontane, Villa Borghese, Cinecittà… c’era solo l’imbarazzo della scelta! Io ho deciso di visitare Villa Borghese, l’immenso parco che tra poco vi illustrerò.

003Come tutti gli altri ragazzi, dopo essere scesi dal pullman che ci aveva portati dalla casa Fraterna Domus al centro città, ci siamo riuniti nei rispettivi gruppi (il nostro era il più piccolo, formato solo da 18 persone sotto la responsabilità delle professoresse Perrone e Andrei) e abbiamo visitato San Paolo fuori le mura. Essa è una delle quattro basiliche papali di Roma, la seconda più grande dopo San Pietro in Vaticano. È una basilica importante perché vi si trova la tomba dell’apostolo Paolo, posta sotto l’altare maggiore.

004All’esterno un famoso quadriportico conduce alla facciata della Basilica, decorata da mosaici rappresentanti i quattro profeti dell’Antico Testamento. All’interno la Basilica presenta una pianta a croce latina; l’aula è divisa in cinque navate, separate da quattro file di 20 colonne. La Basilica è suggestiva, ma ciò che mi ha colpito di più è stato vedere che, sopra gli archi che dividono le navate, vi è la serie dei tondi contenenti i ritratti di tutti i Pontefici, da San Pietro fino a papa Francesco.

005Dopo la visita della grande Basilica, siamo nuovamente saliti sui pullman in direzione Città del Vaticano. Qui, dopo una lunga coda che aggirava l’intera piazza San Pietro, abbiamo finalmente visitato la chiesa più grande del mondo (come viene spesso descritta). Sono sicura che molti lo troveranno strano, ma la Cappella Pontificia non mi ha colpito come San Paolo fuori le mura, mi spiego: alcune costruzioni sono inimitabili (la Pietà di Michelangelo, la cupola dell’omonimo artista, le campane, il baldacchino di San Pietro, le varie tombe…), ma mi è piaciuta di più San Paolo fuori le mura. Sarà perché in quest’ultima non c’erano molte persone che la visitavano, e non avevo quindi un senso di soffocamento; o, più semplicemente, San Pietro era alquanto buia.

006In quattro e quattr’otto era già ora di mangiare, così le professoresse ci hanno portato in un self-service dove era già prenotato il nostro pranzo. Abbiamo mangiato di gusto e, dopo alcuni minuti di svago, abbiamo ripreso la visita.

Per raggiungere Villa Borghese, dovevamo prendere un pullman, che purtroppo non è mai arrivato. Così le professoresse, dopo diverse telefonate, ci hanno fatto prendere la metro che ci ha portati davanti all’immenso parco. Una volta giunti alla reception, ci hanno informati che la visita sarebbe dovuta iniziare un’ora prima ma, fortunatamente, una disponibile guida ci ha mostrato lo stesso diverse sculture. Dopo aver infilato gli auricolari, ci sono state mostrate tre opere di Bernini: Ratto di Proserpina, David ed Apollo e Dafne. A mio parere, la scultura più bella è “Apollo e Dafne”. Mi ha colpito perché, oltre alla bellezza della scultura in sé, mi è piaciuta la storia. L’amore di Apollo è irrefrenabile, Dafne chiede aiuto a suo padre, dio dei boschi, il quale per impedire ai due di congiungersi li trasforma in un albero di alloro. La scena è spettacolare e terribile allo stesso tempo. Rincorsa da Apollo, Dafne si protende in avanti, la sua metamorfosi si compie ed è visibile nelle mani che prendono la forma di rami e foglie, i capelli e le gambe si trasformano in tronco e i piedi in radici. È davvero magnifica.

Terminata la visita, abbiamo ripreso il pullman e ci siamo tutti incontrati in piazza Santa Maria Maggiore, tutti quanti esausti ma felici di aver scoperto alcune delle bellezze che la città di Roma offre.

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