• mercoledì , 2 Dicembre 2020

Lettera ad Alessio

Ale cerci

Ale… Ale… alzati dai.

Non ce la faccio a vederti così.

Disteso a terra mentre piangi con la faccia sull’erba del campo… mi si spezza il cuore.

Rispondi ti prego, di’ qualcosa, fai un gesto, alza la testa almeno.

Lo so, ti senti solo, ti senti triste, ti senti deluso. Deluso da te stesso.

Quel rigore all’ultimo secondo era un’occasione unica, poteva cambiare il volto della stagione. Proprio contro la tua ex squadra, quella Fiorentina in cui ti sei messo in luce per la prima volta e dalla quale sei partito per seguire mister Ventura.

E poi sei tu il rigorista… di rigori ne hai tirati tanti quest’anno.

Chi più di te poteva calciare dagli undici metri? Chi più di te doveva farlo?

Nessuno Ale, nessuno.

La tensione sarebbe stata altissima per chiunque, ma tu non ti sei tirato indietro. Hai posizionato la palla sul dischetto, preso la rincorsa, l’arbitro ha fischiato, hai tirato… e poi l’urlo dei tifosi.

Ma non erano i tuoi.

Capisco come ti senti, anzi a dire il vero posso solo immaginarlo. Nella tua testa stai riguardando un’infinità di volte quel rigore maledetto. Vorresti tirarlo ancora e ancora, sei sicuro che non falliresti… ma la realtà è questa e non si può cambiare.

In certi momenti non fa differenza avere davanti Rosati o Buffon; da quella distanza sono tutti uguali.

Il rigore è una lotteria e a te è andata male, a tutto il Toro è andata male.

Ma ora basta lacrime ti prego. Se siamo settimi è soprattutto grazie a te; se siamo arrivati sin qui è grazie alle tue giocate, ai tuoi assist, ai tuoi angoli, alle tue punizioni… non a caso ti hanno chiamato il Robben italiano.

De Gregori diceva in una famosa canzone: “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore… non è mica dai particolari che si giudica un giocatore… un giocatore si giudica dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia…”.

A me piace vederti così, come un giocatore coraggioso, altruista e fantasioso.

E non importa cosa dicano gli altri…nella tristezza generale io non posso far altro che dirti grazie perché senza di te quest’anno il toro non sarebbe stato il Toro.

Un tifoso

Alessio Cerci

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