• sabato , 8 Maggio 2021

Scacco al re

Verrà o non verrà: era questo il dubbio che assaliva gli italiani dopo il forfait del serbo a Madrid. Se a Montecarlo, a causa dei problemi ai tendini dell’avambraccio destro, si è arreso a “re” Roger, a Roma si è presentato non al 100% ma alla fine ha battuto Nadal per 4/6 6/3 6/3.

Ha temuto la sconfitta con Milos Raonic, in un match impeccabile del canadese. Alla fine, però, Novak Djokovic ha sistemato match e torneo ed è tornato ad essere il re di Roma per la terza volta in carriera. Successo che ha portato il numero due al mondo al 19esimo Masters 1000.

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Tutto si potrebbe dire di Nole fuorché ami la terra battuta, ma far sembrare l’avversario di quasi due anni più grande, quel corridore e picchiaduro di Nadal, un bambino da accompagnare a scuola non è da tutti. Il numero uno del mondo sembra destinato a riscoprire il senso del limite. Non ha più quell’aura di invincibilità che l’aveva contraddistinto per tutta la stagione. Lui, l’atleta per eccellenza, corre per tutto il campo ma non spicca più il volo, non è più incisivo, se no non avrebbe fallito la finale di Roma. Di questo calo dello spagnolo se ne sono accorti anche gli avversari che un tempo, quando lo sfidavano, non riuscivano a strappargli nemmeno quattro game. Adesso consapevoli del suo calo, sono più propositivi.

La verità è che questo Nadal non riesce più a mantenere la concentrazione, fatica a rimanere calmo e si lascia andare a scene di nervosismo. Solo così possiamo spiegare i numerosi errori non forzati durante la finale, e non solo, e la tattica di rimanere sempre in fase difensiva, costruendo tanto ma non concretizzando poco.

Sarebbe però sbagliato trascurare i meriti del serbo, da sempre un lottatore e un vincente, icona di successo.

Dopo un primo set giocato a ritmi molto bassi, condito da numerosi errori (17), soprattutto da parte del numero due del mondo, cambia completamente la partita. A tenere a galla Nole sono i vincenti, molti di più rispetto al collega Rafa. Basta un set point e la concretezza del serbo per portare il match al terzo set.

Djokovic lascia Roma con il 44° successo in carriera. Si avvicina alla seconda posizione della classifica dei Master 1000 vinti (19). Ma quello che conta di più è che il serbo è tornato con la consapevolezza di essere il favorito al Roland Garros.

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