• giovedì , 22 Ottobre 2020

Giovani, alcool e stupefacenti

Inutile nasconderlo, il fenomeno è reale, e non può certo essere né banalizzato né trascurato. Stiamo parlando dell’assunzione di alcolici e stupefacenti da parte dei giovani. Un tema già certamente noto, molto comune, da anni oggetto di numerosi discorsi, eppure raramente affrontato in maniera imparziale. Spesso chi abbia superato una certa età tende a demonizzare l’intera categoria degli adolescenti, considerandoli poco assennati e molto irresponsabili, non certo senza sottolineare un forte e continuo aggravamento del problema con il passare delle generazioni. Chi, invece, si trovi nella fascia d’età descritta, spesso preferisce eludere il problema, indipendentemente dal fatto di esserne interessato o meno.

Ora, volendo fare un po’ di chiarezza, è necessario considerare che dietro ad ogni azione, vi è una chiara motivazione, conscia o inconscia che sia. Detto questo, dobbiamo prima di tutto tenere conto che procurarsi bevande alcoliche o stupefacenti non è certamente difficile. Gli alcolici vengono liberamente distribuiti in ogni discoteca, luogo largamente frequentato dai giovani, solitamente senza rigorosi controlli per quanto riguarda l’età. Inoltre sono in vendita in ogni supermercato, e anche qui i controlli non sono molto frequenti. Per quanto riguarda gli stupefacenti, il loro commercio, ovviamente illegale, è molto ampio: ad esempio, non è raro imbattersi in trafficanti senza nemmeno volerlo. E ricordiamo che sul mercato vengono ormai anche immesse nuove droghe, ancora poco conosciute, e ciò non può che contribuire ulteriormente a questo fenomeno. Dunque questa è la situazione di partenza. Non può certo considerarsi la causa del problema, ma certamente ha un’influenza non trascurabile.

Ora, ci chiediamo che cosa spinga i ragazzi a provare queste sostanze, e che cosa in alcuni casi porti a farne un uso sconsiderato. Come si è sempre detto, una delle cause può essere il bisogno di sentirsi accettati dal gruppo: se ci si trova in un gruppo nel quale tutti abitualmente fanno uso di queste sostanze, senza dubbio si è più portati a provare, talvolta semplicemente per evitare di essere etichettati in un certo modo. Secondo alcuni, i giovani sentirebbero un forte desiderio di sentirsi più adulti, e tenterebbero di manifestarlo in questo modo. Eppure, a nostro parere, risulta più probabile che un adolescente voglia più di tutto sentirsi giovane, e per questo motivo quasi immortale e assolutamente invulnerabile ai problemi di salute. E forse, proprio esaltando questo concetto e tentando di tenersi lontano da tali questioni, sarebbe più portato a correre pericoli: che si tratti di guidare un’automobile in maniera pericolosa, di praticare attività rischiose, o, come in questo caso, di assumere sostanze dannose. A ciò aggiungiamo la naturale curiosità, tipica degli adolescenti, che porta a sperimentare il più possibile, e in special modo ciò che non è permesso. È una fase della vita nella quale si inizia ad osservare il mondo circostante, ad interrogarsi sul suo funzionamento, sui limiti da imporsi, e inevitabilmente si è portati anche anche a tentare di superarli, anche per il semplice fatto di vivere un’esperienza.

Altri invece approcciano a questo mondo vedendolo come una via d’uscita dai problemi quotidiani. È infatti frequente l’uso di sostanze tra coloro che si trovano in una condizione di disagio psicologico, magari causato da difficoltà nelle relazioni, sia amichevoli sia familiari. Sarebbe una sorta di tentativo di staccarsi dal mondo circostante per concedersi alcuni momenti di spensieratezza. Infine, non possiamo negare che una certa quantità di ragazzi si comporti in tale maniera al solo fine di essere e di mostrarsi trasgressivi e provocatori nei confronti delle regole loro imposte. Un tale atteggiamento, infatti, sembra dare un senso di libertà e comunicare una certa sicurezza.


Abbiamo compreso quali possono essere alcune cause che portano un ragazzo a provare una certa sostanza. Il problema è che spesso questa assunzione si ripete, e da ciò ne può derivare una vera e propria dipendenza psicologica, soprattutto se la sostanza sembra avere un effetto benefico su chi la consuma. E, senza altra possibilità, una dipendenza psicologica porta a continue assunzioni, il che comporta, come tutti sanno, numerosi danni all’organismo, spesso irreversibili. Si parla di danni sia fisici, sia psicologici: ad esempio l’alcol è spesso causa di disturbi epatici, mentre la cannabis provoca, problemi di ansia e depressione, apatia, disinteressamento, cali di attenzione e talvolta difficoltà a memorizzare.

Non si pensi, tuttavia, che i giovani consumatori non siano a conoscenza di questi rischi: ne sono pienamente consapevoli, eppure non ritengono di poterne essere coinvolti, o semplicemente preferiscono non pensarci, ritenendo che, in qualche modo, prima o poi la questione si risolverà. Questo uno dei problemi da sempre esistiti, e non facilmente risolvibili, sia a causa della repulsione dei giovani nei confronti di chi pone loro delle domande o si interessa all’argomento, sia a causa degli adulti, e in particolar modo dei genitori dei ragazzi, i quali spesso ignorano il problema, ritenendo che i loro figli non possano minimamente essere toccati dalla questione.

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