• martedì , 27 Ottobre 2020

I piccoli eroi del nostro tempo

Per i Greci l’eroe era colui che acquistava fama, gloria e onore con le sue imprese venendo ricordato dai posteri e sopravvivendo così alla morte. Gli eroi dell’immaginario comune dei nostri secoli sono quei personaggi che si sono sacrificati per gli altri magari anche a costo della vita, oppure quelle persone che con il loro sapere, le loro invenzioni, la loro “umanità” fuori dal comune hanno regalato agli uomini conoscenze e strumenti che li hanno fatti progredire in vari campi. Gli eroi dei nostri tempi però sono fuochi di paglia. Un nome per tutti: Mario Balotelli. Il mito di oggi è la ricchezza e i calciatori anche per questo sono i piccoli e meschini eroi della nostra epoca. Portati in palma di mano sui giornali e nei bar, ma anche soggetti dei discorsi negli intervalli scolastici, non hanno bisogno di compiere imprese incredibili, scoprire nuove cure a malattie che si credevano mortali, non rischiano la vita per nessuno; basta un goal, un bel passaggio, una rovesciata ben piazzata per diventare l’oggetto del sogno di molti, il modello da imitare, l’emblema del successo. Si tratta di una ben magra utopia, laddove l’ideologia latita e il vuoto impera.

Mario Balotelli

Mario Balotelli

Ma così come questi miti in calzoncini corti salgono in un baleno sul trono grazie a un calcio tra i pali, altrettanto facilmente ne vengono spodestati. I Mondiali in Brasile possono in questo senso essere un terreno di analisi sociologica. Il nostro Balotelli, un Franti amato-odiato dal pubblico e dai media, ma comunque seguito in ogni sua “impresa”, ha perduto nel giro di due partite e senza particolari colpe tutto il suo appeal, ritrovandosi nel ruolo ben più scomodo del capro espiatorio. Se Manzoni per Napoleone scriveva di “polvere” e di “altare”, lo stesso potremmo fare noi riguardo al Mario nazionale: e nella possibilità stessa di questa similitudine è racchiusa la povertà di significati del nostro tempo.

Anche perché non c’è più un’unità di misura comune. Rimanendo sempre nell’ambito calcistico, Luis Suarez, il piccolo Dracula dell’Uruguay squalificato per ben nove giornate a causa di una dentatura troppo vivace, in patria e dai suoi tifosi viene idolatrato al pari di un eroe nazionale, un martire della causa.

Luis Suarez

Luis Suarez

Non è più tempo dunque dei Giuseppe Garibaldi, Simon Bolivar e dei Che Guevara. Il limite del nostro sogno sembra compreso nel perimetro rettangolare di un campo da calcio.

Ernesto "Che" Guevara

Ernesto “Che” Guevara

Giuseppe Garibaldi
Giuseppe Garibaldi

 

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