• mercoledì , 21 Ottobre 2020

O tempora o mores

“O tempora, o mores”. Esimia frase proverbiale ciceroniana presente nelle “Catilinarie” e adoperata dall’ oratore latino per marcare la nostalgia delle antiche usanze romane (mos maiorum) a dispetto dei suoi tempi sempre più corrotti.

E sorge spontaneo citarla dopo quanto è successo a Cosenza, segno evidente di una progressiva perdita di responsabilità: cercando di spiegare  i motivi della bocciatura di una studentessa ai suoi genitori, la vicepreside è stata picchiata da questi ultimi. Lui ha chiuso la porta e ha fatto da “palo”. Lei ha afferrato per i capelli la donna cinquantenne, l’ha trascinata a terra  prendendola a calci e pugni.

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Responsabilità. Un concetto con cui è difficile educare i propri figli quando in una “società malata”, come l’ha definita il preside del medesimo istituto Antonio Iananni, la famiglia non è più il primo educatore dei propri figli, ma un indiscusso avvocato pronto a difenderli a spada tratta in qualsiasi occasione, anche nell’ evidenza del torto.

Responsabilità è la capacità di assumersi le conseguenze  delle proprie azioni, è uno strumento capace di far capire all’interessato cosa è bene fare e cosa è bene non fare, i limiti di ogni azione da non superare. Certo, a volte può trasformarsi in una pillola amara da ingoiare specie quando il danno causato può portare dispiaceri, ma è anche vero che si diventa responsabili imparando dai propri errori.

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I genitori della ragazza invece – la sua stessa famiglia – hanno fatto l’esatto opposto dimostrando un chiaro comportamento  di immaturità nonché di irresponsabilità: il loro gesto non ha fatto altro che incitare maggiormente la ragazza e i post scritti su facebook, nei quali la 16enne elogia i genitori e minaccia gli altri insegnanti, ne sono la prova .

Da sempre i docenti promuovono o bocciano in base ai risultati ottenuti durante l’anno scolastico e non per ripicca o vendetta personale, quindi sarebbe ben accetta un’occhiata ai voti della ragazza dal momento che non è la prima volta che questa  perde l’anno: “Aveva gravi insufficienze in tutte le materie – racconta rammaricato il preside – era arrivata al nostro liceo europeo, che è impegnativo, solo a febbraio, dopo aver tentato lo scientifico prima e l’alberghiero dopo”.

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Tuttavia questo evento non è il primo e sicuramente non sarà neppure l’ ultimo: cambieranno i protagonisti, il luogo, ma la sostanza sarà la stessa e ancora una volta la gente ”malata” leggerà la notizia sui giornali, si scandalizzerà ma lascierà correre permettendo che la responsabilità diventi ben presto un’ utopia.

C’è solo un problema: l’irresponsabilità dei genitori e della ragazza di Cosenza ha causato ferite e traumi su tutto il corpo di Rosanna Gallucci  vicepreside) e una prognosi in ospedale di 25 giorni.

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