• lunedì , 26 Ottobre 2020

Una tavola green

Italiani sempre più green. Secondo il sondaggio realizzato dall’Osservatorio nazionale Waste Watcher di Last Minute Market e Swg nel 2014 vegetariani e vegani in Italia sono il 9%, quando solo nel 2013 il rapporto Eurispes 2013 li collocava al 7,1%.
Un italiano su 10 dunque segue una dieta priva di proteine animali. Veggie and vegan due scelte alimentari e non solo spesso confuse ma intrinsecamente molto diverse pur con basi simili: la prima prevede l’eliminazione di carne e pesce la seconda non contempla qualsiasi prodotto di derivazione animale, compresi latticini uova e miele; dieta sicuramente più drastica e intransigente che se non ben modulata può comportare rischi per la salute.
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Le motivazioni di questo recente incremento rispecchiano scelte etico-ambientaliste. Essere vegetariani non consiste soltanto in una scelta alimentare ma diviene un vero e proprio stile di vita. Animalisti  convinti in prima fila contro lo sfruttamento degli animali per cosmetici o pellicce. Ambientalisti attivi nella salvaguardia della flora, attenti agli sprechi e ai rifiuti. Prima della creazione del neologismo ” vegetariano” chi preferiva una vita senza proteine animale era indicato come “pitagorico“. Il matematico, infatti, fu il capostipite di questo movimento: seguirono Leonardo da Vinci, Lev Tolstoji, Gandhi fino ad arrivare ai giorni nostri con Paul McCartney, Natalie Portman, Leonardo di Caprio, Brad Pitt e molti altri.
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Alcuni scienziati sostengono che seguire una dieta povera di carne abbia effetti positivi sulla salute: i vegetariani infatti sono meno soggetti a malattie cardiovascolari e tumorali, perchè il loro cuore è più sano a causa di ridotti livelli di colesterolo e pressione arteriosa.  Studi americani hanno mostrato come questo tipo di questa dieta provochi un allungamento della vita media. La scelta etica di vita del  vegetariano inoltre comprende anche  l’allontanamento dall’alcool e dal fumo ed incrementa l’attività fisica.
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Al di la della salute il non mangiare carne é sopratutto una questione etica, spirituale, d’amore verso gli animali e verso la Terra. Buddha diceva ” mangiare carne spegne il seme della grande compassione”.
In risposta a chi proclama a gran voce che l’ uomo ha sempre mangiato carne si può dire che si é vero, ma nel nostro secolo si é creata una vera e propria mattanza di animali ai fini commerciali, sfruttamenti inumani e orribili, trattamenti impensabili, uccisioni senza scrupoli per non parlare delle sostanze che vengono date agli animali per incrementarne la produzione, sostanze che finiscono inesorabilmente nel nostro piatto.
Gli animali costretti a vivere al chiuso, al buio, privi di spazio, a mangiare spazzatura sono destinati a macellazione sicura.
Tipico esempio è il pollame: in media un pollo vive sette anni in libertà e all’aria aperta ma in un’industria circa sei settimane senza spazio e nella penombra. I pulcini maschi, essendo la loro carne inadatta, vengono subito distrutti tramite schiacciamento. La loro dieta naturale prevede granaglie e vermi, quella industriale grassi, ormoni ed antibiotici. Apatia, nervosismo, aggressività sono sintomi palesi causati dai trattamenti bestiali delle industrie.
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Non si tratta più dunque di una cosa NATURALE ma l’ennesima riprova di un’umanità senza scrupoli volta al guadagno facile che non si cura nè del mondo animale nè di se stessa poiché tutti gli ormoni e antibiotici dati per ottenere prodotti più grandi e belli li ritroviamo sulle nostre tavole. Così metà del mondo muore di fame e l’altra metà muore per il troppo e pessimo cibo.

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