• domenica , 25 Ottobre 2020

Laboratori di nascite

Quando siamo bambini, alle elementari, gli insegnanti ci spiegano quale sia il processo della vita e come si svolga e noi rimaniamo sbalorditi perché pensavamo che il nascere fosse completamente diverso. In questo però noi piccoli trovavamo unità poiché ci sentivamo simili, nati dalla stessa motivazione e dagli stessi sentimenti. In queste ultime settimane alcuni medici e politici stanno cercando di legalizzare la procreazione eterologa. Secondo l’opinione di molti anche quella omologa è discutibile perché si procede a dare la vita attraverso un processo laboratoriale.

 

La difficoltà di non poter avere figli è difficile da sopportare soprattutto se il proprio desiderio più profondo è quello di poter dare la vita ad un essere vivente. Non parliamo poi della procreazione eterologa, che è  fondata su principi che contrastano in tutto l’etica e  gli ideali che si hanno affiancato la fecondazione e nascita naturale. Con le ultime scoperte ormai tutti possono avere dei figli, ma il fatto è che anche una madre, senza marito, può avere un bambino grazie ad un seme di un donatore sconosciuto, che molto probabilmente non conoscerà mai. Il vero problema di tutta questa situazione si riscontra nel momento in cui bisogna dire la verità al proprio figlio, verità che per lui sarà molto difficile da accettare.

In seguito a questa notizia si sente diverso dagli altri, senza un padre e privato di quelle emozioni che sono provocate dai sentimenti tra padre e madre. Così nel ragazzo è facile che nasca un vuoto, una malinconia, una delusione tale da abbatterlo, da fargli rivedere tutti i suoi punti di vista proprio perché ha toccato con mano il fatto di non essere nato dalle volontà dei genitori ma dal forte desiderio, quasi un atto di egoismo, della madre di avere un figlio. Inoltre possono esserci molteplici problemi quali il rifiuto del figlio riguardo alla realtà che la madre gli ha detto e dunque l’aumentare della sfiducia nel rapporto familiare. Addirittura la procreazione omologa non è  sicura perché come abbiamo potuto osservare in questi giorni guardando il Tg e leggendo i quotidiani si possono commettere degli errori in laboratorio, scambiando provette.

La tristezza, dunque, di non poter avere figli non deve essere superata con questi metodi, perché si va contro la legge di natura. Per inseguire il proprio sogno, desiderio si può, però, dedicare la propria vita all’accoglienza dei bambini più sfortunati, guardandoli sempre con il sorriso, come se fossero i propri figli. Queste sono le prove che la vita ci pone e noi dobbiamo saperle affrontare a testa alta, non abbassandoci a compiere azioni che rovineranno solamente la  vita dell’individuo che verrà alla luce.

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