• venerdì , 23 Ottobre 2020

Un mondo al contrario

Il treno bianco. Il treno con la grande croce rossa. Il treno dei ragazzi vestiti di blu. Il treno dei malati, degli amici, dei fratelli, dell’amore, della speranza , della condivisione e della fede. Il treno per Lourdes.
Veterani o novellini sono migliaia le persone che ogni anno prestano servizio in diverse associazioni che si occupano di accompagnare malati e pellegrini in questo viaggio, un viaggio di fede ma anche un cammino per stringere nuove amicizie. Quello a Lourdes non é semplice volontariato e lo si capisce perfettamente non appena si sale sui vagoni, dallo sguardo di gioia ed entusiasmo presente. L’atmosfera creatasi dall’entusiasmo e dalla fede fa sì che si uniscano il ruolo di volontario a quello di pellegrino. L’emozione si rafforza e diventa ancora più visibile quando si entra nel santuario, ove le differenze fisiche culturali e linguistiche scompaiono e si é tutti riuniti da in unico credo.
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La domanda sul perché Lourdes, ritrovo degli ammalati e dei sofferenti, sia il luogo dei sorrisi sorge spontanea e la risposta ci viene data da Mons. Ravinale: “Lourdes é un mondo al contrario“. Si assiste in effetti ad un radicale capovolgimento dei ruoli, sono infatti i giovani a prodigarsi per i più bisognosi, un aiuto gratuito e sincero, una forza nel cuore che attraverso il sorriso è complice dell’atmosfera di serenità e gioia.
Tanti i pensieri tante le domande nel vedere così tanti ammalati e sofferenti attingere speranza da quell’acqua benedetta, si, Lourdes é un mondo al contrario e il suo motore sono i sorrisi.
Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Migliaia sono i giovani, le associazioni che fanno nascere attorno a loro piccoli mondi sull’ esempio di Lourdes, non mossi esclusivamente da un sentimento religioso ma dal semplice istinto umano dell’aiuto vicendevole, della condivisone della ricerca della  serenità e dell’ amicizia.
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Nessuno li sente, nessuno li vede, i mass media li ignorano a beneficio di gossip e notizie futili senza considerare quanto bene farebbe al mondo sapere che non tutto é perduto e che esiste una grande fetta dell’umanità che non pensa solo a se stessa ma silente si dedica agli altri. Messaggi come questi sarebbero sicuramente dei propulsori di bene e di speranza nel futuro. La vita é la ricerca di se stessi, e la strada per ritrovarsi passa spesso attraverso l’aiuto al prossimo.
I volontari ci sono, e sono tanti, la loro crescita avviene in maniere inversamente proporzionale rispetto al calo dell’occupazione. Nell’ultimo censimento ne sono stati contati 4.7 milioni che prestano la loro opera in 301.191 organizzazioni.
Tante le ragioni che spingono individui di ogni età a prodigarsi in maniera gratuita verso gli altri, dall’interesse per il prossimo alla necessità di accrescere la propria autostima, alla possibilità per i giovani di mettersi alla prova. Tutte le motivazioni confluiscono però infine nella scoperta che nell’andare verso l’altro ci si arricchisce ricevendo sempre più di quanto si dona.
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Decidere di fare il volontario non significa solo offrire un servizio al prossimo: e’ infatti anche un regalo che facciamo a noi stessi in quanto spesso aiuta a fronteggiare situazioni difficili, a uscire dall’isolamento, a crescere e a divenire individui migliori.
Il volontariato ha ormai un insostituibile funzione sociale che contribuisce a promuovere il bene delle persone. L’ impegno gratuito verso gli altri tende a superare il concetto economico del mero scambio per promuovere un riconoscimento dell’interesse generale e antropologico.
Occorre tuttavia rilevare che per rendere l’attività di volontariato effettivamente proficua occorre analizzare bisogni e risorse e per fare questo il volontariato é necessariamente chiamato a strutturarsi in maniera mirata in base alle specifiche esigenze del territorio in cui opera.
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Certo è che ormai il volontariato ha assunto una rilevanza determinante nella gestione delle tante problematiche sociali arrivando sempre più spesso a sostituirsi ad uno Stato assente e deficitario. Dall’assistenza agli anziani, al soccorso verso i più poveri, non v’è attività in cui lo Stato di fatto non si avvalga dei cittadini che operano in via gratuita per fornire servizi che il medesimo non è in grado di offrire.

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