• mercoledì , 2 Dicembre 2020

Colombia, magico realismo

Esiste un posto  dove non c’è bisogno di inviti perché sempre ti senti il benvenuto, dove la generosità ti può avvolgere con il suo tocco magico, dove gli animi sono talmente  frizzanti e contagiosi che si impossessano del tuo corpo e della tua anima, dove non puoi fare a meno di rimanere incantato davanti alle sinuose montagne, gli immensi mari senza orizzonte, le foreste con una biodiversità da togliere il fiato e i deserti aridi e infiniti. Tutto questo è Colombia… un magico realismo.

La Colombia si estende per 2129748 km quadrati con una popolazione di 47 milioni di abitanti. Grazie alla sua posizione geografica esiste una gran varietà di climi che permettono un paese ricco di fauna ed estese colture agricole come il caffè e molti frutti tropicali.

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C’ è anche una consistente varietà di razze autoctone con cui si sono mescolati spagnoli, africani, tedeschi che ha permesso una diversità culturale e religiosa, dove spicca il cristianesimo.

Per quanto riguarda le città ci si può far coinvolgere nella vita dei medi-grandi centri come Bogotà (la capitale), sede dei più importanti musei culturali e Cartagena, una città con 3 vite, con 3 mondi completamente differenti tra loro: quello della vecchia città circondata dalle mura che racchiude la storia della storica Cartagena, sempre attiva e frizzante, quella della nuova Cartagena sede delle attività economiche con grattacieli e tecnologie avanzate ed infine la Cartagena povera nella quale vive in misere strutture la maggior parte della popolazione. E poi anche ammirare e perdersi nelle “calle” e “ carrere” delle piccole cittadine coloniali (Villa de Leyva, Barichara, Mompox) e caraibiche come Santa Marta e Riohacha.

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È un paese che ha saputo conservare la sua bellezza e magia nonostante le guerre che l’ hanno coinvolta, in particolar modo negli ultimi 50 anni: la continua lotta tra conservatori e liberali da cui sfociò nel 1946 la guerra nota come “La Violencia” , il più cruento dei numerosi conflitti interni combattuti  fino ad allora sul suolo colombiano , l’ascesa dei contadini e nativi della classe povera per la loro estrema condizione di miseria dovuta ai conflitti, la nascita di nuove formazioni guerrigliere come la FARC (Forza Armata Rivoluzionaria  della Colombia) che promise di rovesciare lo stato e ridistribuire la terra e le ricchezze tra tutto il paese e la marxista ELN (Esercito di Liberazione Nazionale). Per difendere le proprie terre contro gli interventi della FARC, i ricchi proprietari terrieri fondarono così le AUC (Unità di Autodifesa della Colombia) e altri gruppi paramilitari. Intanto si faceva sempre più consistente il traffico di droga a cui negli anni ’90 aderirono anche guerriglieri e paramilitari. Solo nel 2002 con l’elezione alla presidenza di Uribe si adottarono forti misure repressive contro la FARC la quale incominciò a deporre le armi. Nel 2010 venne eletto come presidente Santos con il quale attualmente si stanno compiendo trattati di pace con i guerriglieri.

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Nonostante queste attuali notizie “positive” la popolazione continuerà a ricordare il passato, alle migliaia di vittime causate dalle lotte civili, alle promesse effimere dei grandi leader delle differenti fazioni che hanno provocato caos in tutto il paese. E, continuerà però a sperare in un futuro migliore, in un futuro aperto al turismo, alla comunicazione, alla crescita economica e a una pace duratura.

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