• giovedì , 29 Ottobre 2020

Un mondo sul tatami

Riccardo Zema, classe ’98, è una giovane promessa del judo italiano e  definirlo “solo” torinese sarebbe inappropriato, dato che si è trasferito giusto un anno fa da Milano. A poco più di una settimana dalla sua partecipazione ai Campionati italiani a squadre, dove il suo team si è aggiudicato il terzo posto su 32 partecipanti, abbiamo avuto l’occasione di indagare di più su questa sua passione, dandogli la possibilità di raccontare qualcosa su questo sport, di cui generalmente si sente poco parlare.

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Riccardo, innanzitutto spiega perché questa scelta di praticare proprio il judo…

Ho scelto il judo proprio perché è uno sport un po’ diverso dal solito, senza contare che mi è sempre piaciuto tanto sin da quando ero bambino. Un altro motivo – sorride, ndr. – è che, essendo un’arte marziale, uno sport di combattimento, da piccolo mi sentivo più forte degli altri, e questo mi piaceva.

Da quanto tempo lo pratichi? Come ti è nata questa passione?

Con il judo – come d’altronde spesso capita – ho seguito le orme di mio fratello maggiore; quindi posso dire che molto probabilmente se non ci fosse stato lui non lo avrei mai fatto.
Avevo appena sei anni quando sono entrato per la prima volta in palestra. Quando facevo judo mi divertivo come un matto a fare esercizi atletici e tecniche varie. Mi sentivo proprio libero una volta salito sulla materassina.
Devo ammettere – si lascia sfuggire un’altra risata, ndr. – che ero un ragazzo davvero strano: se da una parte negli allenamenti di judo correvo come un matto e mi sfogavo, dall’altra quando giocavo a calcio facevo il portiere, perché non avevo voglia di stancarmi.

 

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Riccardo agli Inter-regionali del Nord all’età di 12 anni

Quando sono incominciati ad arrivare i primi risultati? Ci sono voluti anni di duro allenamento o è stato facile?

Devo premettere che il judo agonistico inizia all’età di 12/13 anni; gli anni precedenti, di pre-agonismo, sono dedicati a formare il ragazzo “judoisticamente”, nel senso che si insegnano tante tecniche e si inizia a farlo partecipare a gare a livello provinciale in preparazione per il futuro.
I miei primi risultati sono arrivati quando avevo tredici anni, in una gara del Trofeo Italia, dove arrivai terzo; qualche mese dopo feci di nuovo medaglia in un’altra gara dello stesso trofeo, a Vittorio Veneto.
Allenandomi duramente e con assiduità per diversi anni sono riuscito a mantenermi tra i migliori a livello nazionale, fino a quando, l’aprile scorso, sono stato convocato dalla nazionale per combattare in una “European Cup” a Coimbra, Portogallo.

 

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Riccardo in una gara internazionale in Slovenia, all’età di 11 anni – tecnica: Uchi Mata

…fino ad arrivare al torneo di qualche domenica fa: spiegaci in che cosa consisteva e che valore ha sul piano delle competizioni tra judoka.

Una volta all’anno si svolgono i campionati italiani a squadre di judo, gara a cui ogni judoka vuole partecipare, dando il massimo di sé quando combatte, perché è in questa occasione che si rappresenta la propria palestra e si vuole tenere alta la propria bandiera.
A questa competizione ho preso parte domenica 28 settembre, a Lignano Sabbiadoro in Friuli Venezia Giulia.
Questo è un campionato diverso dagli altri, perché di solito le gare di judo sono individuali. Ogni squadra è composta da cinque ragazzi, raggruppati – come sempre nel judo – per peso, rispettivamente 55, 60, 66, 73, oltre 73 kg; io appartengo alla categoria dei 66 kgDurante la gara si segue un tabellone a eliminazione diretta, a partire dai sedicesimi di finale; la mia squadra è arrivata fino alla semifinale, da cui purtroppo siamo usciti sconfitti dai futuri vincitori. Dopodiché abbiamo combattuto la finale per il terzo posto vincendo nettamente.
Era già la seconda volta che partecipavo a questa competizione: la prima è stata l’anno scorso, dove la mia squadra ha vinto!
Penso che questa sia in assoluto la gara più bella della mia carriera, perché quando sono salito sulla materassina mi sentivo proprio in dovere di distruggere l’avversario, perché rappresentavo il mio team!

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Riccardo – terzo da sinistra – e la sua squadra ai Campionati in Friuli

Dove ti alleni abitualmente? Come?

La palestra in cui mi alleno è la Akiyama Settimo, si trova a Settimo Torinese ed è la palestra migliore d’Italia da ormai quasi vent’anni; è proprio per questo che ho deciso di iscrivermi lì. Mi alleno dal lunedì al sabato, e le sessioni vanno dalle 19:00 alle 20:30/21:00In un allenamento-tipo si inizia con dieci minuti di riscaldamento, dopodiché ci sono tra i venti e i trenta minuti di preparazione atletica. Poi seguono venti minuti di insegnamento della tecnica: tutto questo sempre in modo molto dinamico, perché lo scopo è tenere ritmi elevati per tutto l’allenamento. Infine ci sono sempre trenta/quaranta minuti di combattimento, nei quali si simula proprio la gara… è una vera e propria sfida!

 

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Riccardo a 14 anni – tecnica: O‘soto Gari

 

È un grande impegno! Come fai a gestirlo anche con lo studio?

Eh sì, soprattutto perché allenandomi a Settimo devo sempre partire da casa almeno tre quarti d’ora prima dell’inizio dell’allenamento; quindi mi rimane poco tempo per studiare. Io cerco sempre di organizzarmi con lo studio, anche se conciliare la scuola e un impegno sportivo non è per niente facile: infatti molti ragazzi rinunciano allo sport; però io non ne potrei mai fare a meno, perché stacco dalla quotidianità.

 

Tanta determinazione per uno sport di per sé poco popolare e preso poco in considerazione…

Per molte persone il judo è uno sport di poca importanza: sicuramente sono molti di più i calciatori o i cestisti, però proprio per questo motivo ho voluto continuare su questa strada, per cercare di sollevare e far diventare importante il judo.
Questa arte marziale è anche molto utile nella vita, perché dà insegnamenti al di là dell’ambito puramente sportivo, e soprattutto insegna a tenere i piedi per terra, che magari non è una caratteristica degli sportivi che praticano attività più popolari.

 

Come definiresti questo sport? Come ti senti quando lo pratichi? Qual è l’ambiente che si respira?

Io lo definirei come uno sport completo, perché allena la mente e il fisico.
Con i miei compagni di judo ho un buon rapporto: siamo amici, però una volta saliti sulla materassina l’amicizia si lascia alle spalle… Sul tatami – materass0 – non c’è nulla che tenga: si ha pur sempre di fronte un avversario che si deve battereAnche nei combattimenti in gara non ci sono esclusioni di colpi, anzi molto spesso si danno botte anche pesanti – talvolta scorrette -, strangolamenti e leve al braccio vari.

 

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Riccardo e la sua squadra ai Campionati italiani dell’anno scorso

 

Qual è la migliore soddisfazione che si può provare?

Naturalmente è fare un ippon – proiettare l’avversario a terra -, ma soprattutto vincere le gare.

 

Hai una qualche figura di judoka professionista a cui ti ispiri?

Il mio judoka preferito è il greco Ilias Iliadis, campione olimpico e pluri-campione del mondo; ogni volta che lo vedo combattere lo ammiro, perché ha una tale forza e “facilità” nello stendere l’avversario, che è davvero straordinaria.

 

Che cosa ti ha dato il judo?

Innanzitutto sicurezza, sia nell’ambito fisico sia nell’affrontare situazioni di tensione, come in gara. Poi mi ha formato umanamente, trasmettendomi alcuni valori, quali disciplina, rispetto dell’avversario, competitività.

 

Consiglieresti il judo a qualcuno? A chi e perché?

Lo consiglierei a chiunque – anche perché vi sono categorie adatte a tutti – ma soprattutto ai ragazzi che magari si sentono insicuri per la loro prestanza fisica, perché facendo judo si lasceranno l’insicurezza alle spalle.

 

Il judo ha uno spazio nel tuo futuro?

Sinceramente non lo so, però se avessi la possibilità di entrare in un gruppo militare la prenderei in considerazione, anche perché farei quello che mi piace. Comunque per il mio futuro avrei pensato ad altri tipi di lavori… ma non si sa mai nella vita!

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Riccardo sul podio al Trofeo Internazionale Sankaku all’età di 13 anni

 

 

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I vari risultati ottenuti da Riccardo:

Individuali:

        Trofeo Topolino 2008 – Under 11

        Trofeo Internazionale di Lubiana (Slovenia) 2009 – Under 13

        Trofeo Italia  Taranto 2010 – Under 13

        Trofeo Internazionale Sankaku 2011 – Under 15

18º        Master Brema (Germania)  2012 – Under 15 

        Trofeo Internazionale di Venray 2012 (Olanda)

         Campionati italiani under 18

        Coppa Europa di Coimbra 2014 (Portogallo ) under 18

 

A Squadre:

        Campionato Italiano Under 18 2013

        Campionato Italiano Under 18 2014

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