• venerdì , 23 Ottobre 2020

Hermitage: solo per una notte al cinema

Hermitage

La Nexo Digital nata nel 2009, produce film digitali e attraverso il satellite può proiettare contemporaneamente gli eventi ripresi (mostre, concerti, manifestazioni) in tutti i cinema che fanno parte del suo circuito a livello mondiale.

In Italia le sale collegate sono già 290. Sfruttando questa tecnologia, l’Hermitage, il 14 ottobre scorso, ha festeggiato i suoi 250 anni con un evento cinematografico impressionante. Nei cinema, solamente per un giorno, il film di Margy Kinmonth, ha accompagnato gli spettatori alla scoperta di alcuni dei quasi tre milioni di pezzi conservati nel museo.

La storia del museo è raccontata dall’attuale direttore Mikhail B. Piotrovsky che è alla guida dell’Hermitage da tantissimi anni. Figlio del precedente direttore, da bambino viveva nel museo, correva per gli immensi corridoi e usava la residenza degli Zar, come fosse casa sua.

Nel 1784 Caterina II di Russia, acquista 225 dipinti da un collezionista berlinese, Tiziano, Raffaello, Giorgione sono solo alcuni dei nomi che segnano la nascita di una delle più grandi collezioni del mondo.

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L’interno dell’Hermitage

Caterina II non badava a spese: non si trattava solo di un capriccio, era anche una questione seria, anche quando la Russia era in guerra, trovò sempre il modo di comprare nuove collezioni, doveva dimostrare al mondo intero la sua potenza economica. Piotrowsky racconta che in un solo giorno arrivarono 236 sculture antiche romane e greche insieme ad opere di Michelangelo e Canova, provenienti dalla collezione di un Lord inglese.

Quando lo spazio per contenere tutte quelle meraviglie iniziò a scarseggiare, lo Zar Nicola I fece costruire il Palazzo d’Inverno, che divenne il primo museo pubblico d’Europa.

Pietro il Grande arricchì l’Hermitage con il “Tesoro degli Sciiti”, composto da oggetti in oro, fra i quali spicca un grande cervo stilizzato e con il tappeto più antico del mondo, il Pazyryk.

Piotrowsky continua raccontando che in occasione delle due Guerre Mondiali, per salvare le opere, il museo è stato completamente svuotato e caricato su 3 treni, che hanno portato i tesori dell’Hermitage nella dimora estiva dello Zar Nicola II. Le opere furono protette e accudite dai dipendenti del museo, che vissero negli scantinati per mesi, cibandosi a volte solo di zuppa fatta bollendo le proprie cinture.

"Amore e Psiche" Canova

“Amore e Psiche” di Canova

Il ricordo della fine della Seconda Guerra Mondiale sembra un racconto di fantasia.

Alcuni soldati russi, entrano all’Hermitage con una guida: nel museo ci sono solo le cornici vuote, polvere, calcinacci, vetri rotti, ma la guida descrive loro, uno ad uno, tutti i dipinti che in esse erano contenuti.

Il museo, l’anima della Russia, durante i giorni d’assedio, era stato raccontato a tutti, perché non se ne perdesse il ricordo.

Nel commento finale, mentre una carrellata inquadra Picasso, Van Gogh, Monet, Kandinsky, Piotrowsky dice:

“L’arte è di tutti e deve essere esposta, l’Hermitage è sopravvissuto alla Storia per poterla mostrare” L’arte appartiene al mondo e il museo ha qualcosa per tutti.”

Un film meraviglioso, un’ora e mezza di capolavori ripresi con telecamere in 2K, sin nei minimi particolari, racconti e ricordi, 250 anni di storia raccontati da chi in quel museo vive e lavora con passione da molti anni, per preservare e tramandare tanta bellezza e cultura.

Trailer Hermitage

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