• lunedì , 23 Novembre 2020

Old Bad Habits

19 anni, ex-allievo di Valsalice oggi studente di medicina, una grande passione: la musica. È Federico Urgesi – in arte solo Itto -: ha iniziato da piccolino suonando la batteria e venerdì 10 gennaio ha presentato al Lapsus il nuovo album “Old Bad Habits”, suo primo lavoro in studio.

Già da piccolo si è avvicinato alla musica, ispirandosi al papà che suonava la chitarra. Poco dopo i suoi primi esperimenti rap (di cui però sembra imbarazzato a parlare), Itto ha gradualmente coltivato la sua passione creando l’album che rappresenta il frutto del suo percorso liceale.

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Innazitutto: com’è nata la tua passione?

Mio papà suona la chitarra, da piccolo adoravo ascoltarlo. Così a dieci anni  ho incominciato con la batteria, poi ho iniziato a scrivere canzoni e da lì non ho mai smesso…

Perché Itto?

Mi chiamava così mia sorella quando sapeva che sarei nato, perché non sapeva pronunciare Federico. Così all’anagrafe i miei genitori hanno deciso di registrarlo come secondo nome.

Per chi non ti conoscesse: la tua musica è…

Semplice, sincera, divertente (per me, suonarla), comunicativa… (ride, ndr)

…Itto in tre parole?

Timido, felice, strano.

Strano: la cosa più strana in assoluto?

Forse la cosa più strana di tutte è gioco ancora ai Pokemon.

La prima canzone?

Un rap in italiano che ho scritto a 14/15 anni, imbarazzantissimo. Faceva qualcosa come:

“io mi chiamo itto

non pago l’affitto

ho commesso un delitto…”

…Il resto ve lo risparmio.

Come nasce una canzone?

Generalmente per comporre una canzone inizio suonando con la chitarra, il piano o l’ukulele, perchè mi aiuta a pensare a che cosa provo, poi in un secondo momento cerco le parole – sono caotico e spesso inizio scrivendo frasi a caso che poi penso e riordino.

Parliamo dei fan: chi il migliore, chi il peggiore?1454773_563629710392529_639495062_n

Mia mamma, in entrambi i casi. A volte è “gasatissima”: “Vai, ce la puoi fare”. Altre volte… ho saltato tante prove causa brutti voti.

Una cosa che la gente non si aspetterebbe di te?

A dire il vero sono abbastanza prevedibile (ride, ndr). Sono timidissimo e… sono vegetariano (amo gli animali!): mangio cose strane come tofu, seitan…

Quanto e quale musica ascolti?

Ascolto tantissima musica, tutto il giorno: visto che l’università è lontana di solito un album all’andata e uno al ritorno. Il genere… ecco, cose un po’ folk, meno famose. Cerco di confrontarmi con la mia musica e di scoprire sempre nuovi artisti o brani.

Canzone preferita in assoluto?

Decisamente Beautiful di Ben Caplan. L’ascolto tutte le mattine e mi mette di buon umore mentre vado all’università (con poca voglia).

Le cinque canzoni colonna sonora della tua vita?

Simon and Garfunkel, Overs. Pompeii dei Bastille (vorrei averla scritta io!). L’amore conta di Ligabue. Butterflies di Hudson Taylor. November, di Ryan o’ Relley.

Che impressione fa ascoltare se stessi?

La prima volta era un po’ strano. Avevo 9 anni e mi avevano regalato il Cantatu, ho pensato: “ehi, questa non è la tua voce”, poi si fa l’abitudine. Spesso durante una festa qualche amico mette una mia canzone. Io inizio: “No ragazzi vi prego”, mi imbarazza un sacco.

La tua vita ti influenza nella scelta della musica: la musica ti influenza nelle scelte di vita?

Prendo ad esempio “I can live without you”: è una canzone che ho scritto perché mi ero da poco lasciato con la mia fidanzata e dopo due anni con lei mi sono lasciato un po’ andare, tornavo tardissimo la sera e mi sono accorto che stavo un po’ esagerando. Ho preso spunto da quella situazione per affrontare il tema delle dipendenze psicologiche: il brano è enfatizzato ma nato dalla realtà. Mi ha messo nella condizione di capire come portare avanti alcuni aspetti della mia vita, che cosa fare realmente.

http://www.youtube.com/watch?v=ZNTRKWqcefc

Mai avuto un attimo di scoraggiamento?

Assolutamente sì. A volte mi chiedo se abbia senso impegnare così tanto tempo. Spesso devo essere in studio venerdì o sabato sera ma in fondo è quello che mi piace fare. Non voglio diventare ricco o famoso, mi piace farlo per comunicare.

Che cosa pensi dei talent show?

Buona opportunità per quasi chiunque voglia buttarsi nel mondo nella musica. Bisogna però ricordarsi che non sono l’obiettivo ma un mezzo. Vedo gente la cui unica realizzazione è andare a “X Factor”…

Parlando di te: i tre interessi più grandi.

Il primo è la musica. Il secondo sono i film (i preferiti: “Amici di letto” e “Una settimana da Dio”, ndr) e le serie tv che guardo in inglese – i miei regali di Natale sono stati cofanetti dvd vari. Poi… mi piace cucinare esperimenti strani.

Come hai vissuto la scuola?

Mi piaceva un sacco, gli anni più belli della mia vita per ora. Sono gli anni delle prime volte di qualsiasi cosa. Si cresce tanto…

Una brutta esperienza?

La guida, terribile. La prima volta che ho guidato ho fatto cadere un lampione a casa mia. Poco dopo ho accompagnato una mia amica e ho praticamente bocciato. Oggi, venendo qua, ho incontrato un mio amico e gli ho chiesto di parcheggiare per me.

Se potessi dare un messaggio a tutto il mondo?

Non vergognatevi di essere innamorati: forse è normale, ma vedo che c’è gente, a cui piace qualcuno, che cerca di fare di tutto perché non si veda e perchè gli altri non se ne accorgano. Sembra tutto un segreto, lo trovo senza senso: perché non dirlo?

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Clicca qui per vedere la sua ultima esibizione all’Hiroshima

Official Page: Itto

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