• martedì , 24 Novembre 2020

Una festa per una montagna di passione

‘’Provo una grande commiserazione per i piccoli uomini, che penano rinchiusi nel recinto sociale che sono riusciti a costruirsi contro il libero cielo e che non sanno e non sentono ciò che io sono e sento in questo momento.’’. Così, nel 1936, scriveva la guida alpina Giusto Gervasutti alla vigilia della scalata solitaria del Cervino. Tuttavia non fu solo quella l’occasione in cui i 4478 metri della montagna vennero consumati da piede (o rampone) umano.

Era, infatti, il 17 luglio 1865 quando, dal versante italiano, questa piramide di roccia venne scalata da Jean-Antoine Carrel che ne raggiunse per primo la vetta. Esattamente 150 anni fa. Fino ad allora quella cima lassù, quella punta che sovrasta il Breuil, era rimasta immacolata, inviolata. Gli abitanti della Valtournenche, la valle che lega il Cervino al fondovalle principale, si sentono parte di una grande generazione di guide alpine, le quali, pur di arrivare in cima, di raggiungere l’obiettivo, hanno patito molto.

lago blu

Dunque, il prossimo 17 luglio sarà l’occasione giusta per festeggiare il Matterhorn e ricordare i valorosi personaggi che ha inghiottito nelle sue gole, nei suoi crepacci. Tra questi possiamo annoverare coloro che presero parte alla prima spedizione dal versante svizzero, guidata dal britannico Whymper: Douglas e Hudson.

‘’Provai gioie troppo grandi per poterle descrivere e dolori tali che non ho ardito parlarne. Con questi sensi nell’anima io dico: salite i monti, ma ricordate coraggio e vigore nulla contano senza la prudenza; ricordate che la negligenza di un solo istante può distruggere la felicità di una vita.’’

Così Whymper disse di ritorno dalla prima ascesa dal versante opposto a quello di Carrel. Tristezza e felicità insieme. Questo stravagante mix di sentimenti si può ancora assaporare nei discorsi degli abitanti del posto. Forse perché forte è lo spirito (il Coeur de Votornen) che li lega a questi 4478 metri di roccia e ghiaccio.

prima ascesa

Sicuramente l’allegria avrà la meglio sulla tristezza il prossimo 10 luglio, inizio della novena di festeggiamenti, quando sopra alla bianca vetta ci sarà il clamoroso (e piacevolmente rumoroso) passaggio delle Frecce Tricolori.

Ma il programma prevede altro ancora: cori degli alpini echeggeranno durante buona parte dell’estate e l’immagine di Irene Grandi in concerto si specchierà, come da sempre fa il Cervino, sul Lac Bleu di Cervinia.

‘’Ieri ero come loro, tra qualche giorno ritornerò come loro. Ma oggi, oggi sono un prigioniero che ha ritrovato la sua libertà. Domani sarò un gran signore che comanderà alla vita e alla morte, alle stelle e agli elementi.’’

Il pensiero di Gervasutti è il medesimo di coloro che in questo momento sono lassù, in vetta, mentre ammirano dall’alto il Plateau Rosà, mentre godono del bagliore della luna riflesso sui ghiacciai circostanti. Così forse ha pensato Kilian Jornet Burgada, skyrunner noto per avere impiegato 2h 52′ 02″ per raggiungere la cima partendo dalla chiesa di Cervinia. Questi ha deciso di tentare l’impresa privo di protezioni e di battere ogni record. Sicuramente, in quel 21 Agosto 2013, il recordman era animato dalla medesima passione di Carrel, di Barmasse, di Whymper, di Brunod (che deteneva il record fino a quel giorno); la stessa calamita che lo attirava (spiritualmente) su, su verso la cima.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Potrai visualizzare la lista dei cookies attivi e revocare il consenso collegandoti alla pagina http://ilsalice.liceovalsalice.it/cookie-policy/. Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy.

Chiudi