• sabato , 31 Ottobre 2020

Allarme migranti

“Se di fronte ad un numero di 40mila persone non vi fosse stata solidarietà, sarebbe stata una presa in giro nei confronti dell’Europa”. Così commenta il premier Matteo Renzi l’intesa a cui è arrivata l’UE, di cui ricorda che “siamo stati fondatori con altri cinque paesi per la libertà, la democrazia e i valori condivisi”, e che pertanto “non può essere la patria dell’egoismo,  ma della condivisione del lavoro”. Gli stati del vecchio continente si faranno carico di 40mila migranti da distribuire in due anni, a cui si aggiungono 20mila da Paesi terzi: “un risultato, piccolo quanto si vuole, ma è un risultato”.

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Ma il vero problema sono le cosiddette “quote”, i numeri di migranti di cui dovrà farsi carico ciascun Paese: l’Italia, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini e il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sostengono che debbano essere obbligatorie, mentre i Paesi dell’est, capeggiati da Polonia, Lituania e Repubblica Ceca,  propongono che ogni Paese decida volontariamente se accogliere i migranti e in quale quantità. Un ottimo escamotage per non far nulla (“la solidarietà senza sacrifici è pura ipocrisia” dice Donald Tusk, Presidente del Consiglio europeo). Tuttavia ci sono anche stati dei ripensamenti: la Francia di François Hollande, dopo un’iniziale contrasto col nostro Paese per la chiusura delle frontiere davanti ai profughi di Ventimiglia, è passata a spalleggiare, insieme a Angela Merkel, Renzi sull’obbligatorietà delle quote.

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Come per l’Ucraina, l’Europa si ritrova divisa davanti ad un’incombente emergenza, dimostrando che “non siamo la grande Europa che può andare a negoziare in giro per il mondo” (Federica Mogherini) se non siamo capaci di risolvere questioni di solidarietà interna, a dimostrazione del fatto che c’è ancora molto tempo prima che si giunga ad una unità politica.

Probabilmente l’idea di Europa, di Helmut Kohln, Francois Mitterand (e anche di Romano Prodi) era diversa da quella che ne è una brutta copia, quella che sta uscendo negli ultimi mesi. Mentre infatti ci si palleggia chi si deve fare carico di persone disperate, viene inviata all’Italia una diffida in quanto non ha ancora recepito  quanto previsto dalla Direttiva Comunitaria in materia di libera concorrenza. Più specificamente si tratta dell’eliminazione dell’obbligo di tracciabilità dell’origine e della composizione dei formaggi, della carne, etc. per cui i formaggi potranno tranquillamente essere fatti integralmente con polvere di latte e la carne potrà essere addizionata di un 10% di acqua, senza che noi potremo saperlo. In questo caso, spinta dalle Lobby, l’Unione Europea sembra assai più determinata. Poi se i consumatori acquisteranno cibo scadente se non dannoso alla salute, poco importa.

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Non a caso il 21 giugno a Torino Papa Francesco ha parlato, riferendosi ai migranti, di Stati che stanno perseguendo una politica dell’esclusione anziché dell’inclusione, una politica dello scarto delle persone e non dell’accoglienza, e di come la crisi economica non abbia comportato, come invece avrebbe dovuto, un ripensamento dell’economia per tenere maggiormente conto delle dinamiche sociali e degli aspetti ecologici.   Un nuovo umanesimo non può che ripartire dall’uomo, dalla sua persona e dai sui diritti che va ben oltre all’esser un centro di interessi.

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