• sabato , 31 Ottobre 2020

Il fenomeno immigrazione

Sempre più numerosi sono i barconi carichi di migranti provenienti dalle coste della Libia per fuggire dalle guerre e sperare in futuro più prospero. Tuttavia questi lunghi viaggi, chiamati anche “viaggi della speranza non hanno un lieto esito bensì terminano in tragedia e pertanto negli ultimi anni il numero dei naufragi ha subito un drastico incremento.

 Dopo la tragedia di Lampedusa nel 2013, nella quale persero la vita 366 migranti, l’ex premier Enrico Letta aveva dato via all’operazione “Mare Nostrum, missione militare ed umanitaria che consisteva nel salvataggio in mare dei migranti da parte della Marina Militare e dall’ Areonautica Militare.

Tuttavia a partire dal 1° novembre 2014 l’operazione Mare nostrum  fu sostituita dall’ “Operazione Triton” operazione di sicurezza delle frontiere dell’Unione europea condotta da Frontex, l’agenzia europea di controllo delle frontiere, con l’obiettivo di tenere controllate le frontiere nel Mar Mediterraneo. Ad essa hanno aderito 15 su 28 stati dell’ UE: Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia, Germania, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Austria, Svizzera, Romania, Polonia, Lituania e Malta.

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Nonostante ciò dall’inizio dell’operazione, il numero di migranti annegati durante l’attraversamento del Mediterraneo è drammaticamente aumentato: è avvenuta nell’aprile 2015 l’ennesima tragedia nel Canale di Sicilia nella quale hanno perso la vita circa 700 migranti.

“Ci troviamo davanti a una tragedia immane che deve scuotere la comunità internazionale e richiama all’impegno i Paesi dell’Unione Europea”, ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella dinnanzi a tale tragedia.

Non tarda ad arrivare anche il commento di Matteo Salvini, leader della Lega Nord, che su Sky Tg24 dice: “Cos’è cambiato a 18 mesi dalla strage di Lampedusa? Servono altri 700 morti per bloccare le partenze? Se le istituzioni Ue hanno un senso, ci vuole tanto a organizzare blocchi navali e identificare chi è immigrato clandestino e chi è rifugiato? Non so più come dirlo. L’ipocrisia di Renzi e Alfano crea morti” .

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In opposizione invece l’ex premier Silvio Berlusconi spinge per un’unità affermando chiaramente che questo è il momento dell’unità e non dei contrasti e delle divisioni.

 La situazione è chiara: è necessario un intervento globale ed un maggior coinvolgimento degli organismi internazionali nel soccorso delle vite dei migranti in mare e nelle iniziative per fermare i trafficanti.

 Tuttavia molto spesso è la criminalità organizzata internazionale a gestire l’ingresso clandestino, e questo rende il problema ancora più drammatico, basti pensare a quei “trafficati ” che, dopo essere stati introdotti nei paesi di destinazione, vengono spesso inseriti nel mondo criminale e sfruttati come fonti di nuovi profitti illeciti.

Riguardo a questo fenomeno sono presenti nella popolazione italiana due principali punti di vista: la maggior parte si pronuncia favorevole al ritorno dei clandestini ai loro paesi di origine; altri invece ritengono una soluzione migliore trattenerli nei centri di accoglienza, in quanto ritenterebbero l’impresa non appena possibile, affrontando rischi sempre maggiori.

 Dati tali afflussi straordinari dei giorni precedenti , le strutture piemontesi, adibite al soccorso dei migranti ,registrano il tutto esaurito.

«La Regione chiederà al ministero degli Interni di alleggerire il peso che il Piemonte deve sostenere nella gestione dell’accoglienza perchè le strutture territoriali sono sotto pressione» annuncia l’assessore all’Immigrazione della Regione Monica Cerutti.

Tra le potenziali strutture da utilizzare per dare sostegno e rifugio ai profughi c’è infatti anche la caserma dell’aeronautica militare di Castello dAnnone. L’edificio, dismesso, potrebbe diventare un centro di prima accoglienza per un centinaio di persone.

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 La popolazione francese , invece, si pronuncia contraria all’accoglienza dei naufraghi e pertanto il panorama della situazione al confine di Ventimiglia appare catastrofico: sempre più numerosi sono i migranti bloccati dalla gendarmeria francese.

«Non ho nulla da perdere, indietro non posso tornare, non ho un soldo. I francesi non possono bloccarci per tutta la vita, qualcosa deve accadere». Ecco le parole di uno dei migranti costretto a dormire sugli scogli bivaccando della speranza di passare il confine francese .

I più realisti tra i clandestini iniziano a capire che la loro protesta è destinata a sbattere contro un muro. Che l’attenzione dei media è calata. Che i francesi non mollano a loro volta.

Così qualcuno perde la testa. Come Adnan Bakit, 25 anni, agricoltore del Darfur, in Sudan. L’altra sera si è arrampicato su una gru, a 15 metri di altezza, minacciando il suicidio. I carabinieri l’hanno convito a scendere e lui ha raccontato in lacrime: «Voglio soltanto raggiungere mia moglie e i miei due figli, in Inghilterra, che non vedo da nove mesi. Ma i francesi non mi fanno passare». Il ministro Alfano, alla chiusura del governo francese ha parlato di “Schiaffo all’Europa”.

Invece Giovanni Toti ,presidente della Regione Liguria , ha affermato di accettare di discutere di accoglienza solamente qualora il governo dimostri di attivarsi per bloccare i flussi.  L’UE deve attivarsi e la situazione drastica non può essere archiviata. O ancora peggio , dimenticata.

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