• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Siamo ciò che mangiamo

L’obiettivo è spendere sempre di meno. Oggigiorno non importa cosa si mangia, ma quanti soldi rimangono nel portafoglio. Nell’ultimo decennio la quantità del cosiddetto “cibo spazzatura” è aumentata vertiginosamente, non solo con i fast food ma anche nei supermercati. Costano poco, sono semplici da preparare e veloci da mangiare. È impressionante vedere la velocità di diffusione delle grandi catene come “McDonald’ s” e ” Burger King”.

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È questo fenomeno sta avvenendo in tutto il mondo, sopratutto nei paesi anglosassoni. In una città come Dublino, solo nella via principale, vi sono più di 7 fast food delle due grandi catene citate prima. In questi paesi si ignora o non si conosce nessuna nozione sul cibo relazionato alla salute. Si mangia qualcosa perché è buono, non perchè è sano. E di conseguenza il Regno Unito e gli USA hanno rispettivamente il 61% e il 68% di persone in sovrappeso sulla popolazione totale.

Expo Milano sembrava dover correre in aiuto a questo problema. Un evento sulla esposizione universale del cibo. Un’ esposizione che ha tuttavia tra gli sponsor la Coca Cola ed il McDonald’ s. Ed è proprio quest’ultimo fast food l’ unico posto presente dove puoi mangiare a prezzi ragionevoli. In un mondo che sta diventando sempre più “green” non si possono trascurare anche i danni ambientali. Attualmente la maggior parte del fabbisogno energetico è soddisfatto utilizzando fonti non rinnovabili ed è così anche per l’ industria alimentare.

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La produzione di cibo prevede grossi quantitativi di energia, con altrettante emissioni di CO2. Con una dieta più sana si può tagliare il 50% dei consumi energetici. Una cosa che non si può evitare con i cibi spazzatura è il “packaging“. Buste di plastica, cartoni, scatole e alluminio vengono prodotte ogni anno per contenere il “cibo spazzatura“. Ogni anno milioni di tonnellate di spazzatura provengono solo dal loro confezionamento.

C’ è ignoranza perché non vi è un’educazione alimentare. In paesi dove è presente una forte cultura dell’alimentazione come l’ Italia o la Spagna questo fenomeno non è così esteso come negli altri paesi. Anzi vi è un movimento opposto che tende a un mangiare più sano ed equilibrato. Riporta la Stampa che nell’ ultimo anno la spesa degli Italiani in frutta e verdura ha superato quella della carne, un grande cambiamento che va ad indicare quanto sia aumentata la sensibilizzazione per cosa si mangia.

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Un aiuto al mangiar sano è costituito dalle normative europee che oggi impongono l’ etichettatura dei cibi con indicazione non soltanto degli ingredienti ma anche della provenienza dei medesimi. Il cittadino europeo è sempre più in grado di effettuare
una scelta consapevole al momento dell’acquisto dei prodotti alimentari. A prescindere da ogni normativa è necessario tuttavia che si affermi una cultura della corretta alimentazione anche attraverso non soltanto canali informativi ma anche attraverso la formazione scolastica. Questo affinché i consumatori, fin dalla giovane età, possano decidere consapevolmente l’acquisto dei prodotti alimentari.

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