• lunedì , 30 Novembre 2020

Ballo e sballo

Che i giovani non si sappiano più divertire senza il bisogno di cadere nell’illegalità è ormai un dato di fatto. Tale affermazione è alimentata dai recenti avvenimenti che hanno coinvolto  grandi centri adibiti al divertimento fino alle prime albe del mattino.

 Il primo caso vede protagonisti un giovane sedicenne e delle pastiglie di ecstasy. Il 19 luglio scorso il giovane sedicenne Lamberto Lucaccioni ha perso la vita in seguito all’assunzione di una pastiglia di ecstasy nel locale più in di Rimini, il Cocoricò. La droga sarebbe stata spacciata all’interno del locale da un pusher diciannovenne che a sua volta si era procurato ecstasy da altre fonti.

In sua difesa il diciannovenne di Città del Castello afferma che non è mai stato difficile procurarsi ecstasy al Cocoricò da ragazzi che girano in discoteca.

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Il questore di Rimini, Maurizio Impronta si è pronunciato a favore della sospensione della licenza del locale Cocoricò portando pertanto alla chiusura temporanea del locale per la durata di quattro mesi.

Successivamente alla dichiarazione di tale verdetto  il questore è stato soggetto a numerose minacce di morte soprattutto su Internet e Social Network.

“Quattro mesi di chiusura è una misura senza cognizione” ha dichiarato il sindacato dei locali da ballo (Silb) .

Ora i sindacati minacciano il ricorso d’urgenza al Tar e annunciano la richiesta di un incontro con il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

 “Chiederemo al Tar che venga data la possibilità alla discoteca Cocoricò di riaprire, chiederemo ad Alfano di cambiare l’articolo 100 del Tulps” (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza)», dice Gianni Indino, presidente del Silb Emilia-Romagna. “L’impressione – continua Indino – è che si sia voluto punire la discoteca dopo avere calcolato la somma degli avvenimenti accaduti negli ultimi anni, avvenimenti per cui, invece, il Cocoricò era già stato punito, a colpi di multe e sospensioni della licenza. Che senso può avere?”.

E ancora: “C’è un’azienda costretta a chiudere per quattro mesi, che metterà in strada oltre 200 famiglie, che da un giorno all’altro si troveranno uno stipendio in meno, in un momento difficile come questo”.

Le lamentele non provengono solo dai sindacati bensì anche dalle bocche dei numerosi tassisti che affermano che con la chiusura del Locale rischiano di perdere il 30% degli incassi di una serata. Tassisti , alberghieri, proprietari di parchi acquatici. Per tutti questa decisione porterà conseguenze drastiche.

Si pronuncia anche il fondatore del Cocoricò Davide Nicolò: “Il proibizionismo non aiuta a fare impresa”.

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 Il secondo caso invece ha come sfondo non più droghe ma violenza.

Ci troviamo ad Alassio, provincia di Savona (Liguria), noto centro di divertimento dovuto alla presenza la presenza di celebri discoteche.

E’ tempo di chiusura forzata della discoteca “Le Vele di Alassio”.

A seguito di numerose risse, minacce tra avventori (anche a mano armata) e denunce, la questura di Savona ha deciso di sospendere la licenza della discoteca alassina per quindici giorni.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo innumerevoli zuffe e regolamenti dei conti tra vari gruppi, è stata provocata da un gruppo di tre albanesi. Non ancora abbastanza sazi di alcol a fine serata, volevano ancora ingerire alcune birre senza però avere il ticket per la consumazione. Dopo aver ferito la giovane ragazza dietro al bancone per non avergli fornito gli alcolici, hanno minacciato con una pistola uno dei buttafuori giunto in soccorso della barista.

Pertanto , in relazione all’articolo 100 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps), la discoteca rimarrà chiusa per quindici giorni.

 Tuttavia le tragedie continuano. Questi fatti non sono serviti da esempio.

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In questi giorni si parla di una nuova tragedia. Ha perso la vita l’ennesimo giovane a seguito di una serata in discoteca. Si tratta del diciannovenne Lorenzo Toma.

Il giovane in vacanza in provincia di Lecce con la fidanzata e alcuni amici ha perso la vita dopo aver bevuto da una bottiglia in cui forse era stato sciolto qualcosa. Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia che chiarirà le cause della morte.

 Un’estate tragica per numerose persone, famiglie. Fatti come questi non dovrebbero ripetersi, eppure ogni giorno si sente parlare di episodi di tal genere.

 Ci si domanda frequentemente quanti ragazzi devono ancora perdere la vita prima di far tornare il “divertimento” un qualcosa di semplice.

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