• venerdì , 23 Ottobre 2020

Io sono Malala

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«SEDERMI A SCUOLA A LEGGERE LIBRI È UN MIO DIRITTO. VEDERE OGNI ESSERE UMANO SORRIDERE DI FELICITÀ È IL MIO DESIDERIO. IO SONO MALALA. IL MIO MONDO È CAMBIATO,MA IO NO.»

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«Malala, tu sei la nostra eroina, sei la nostra grande paladina. Noi siamo con te, e tu non sarai mai sola.» (Ban Ki-moon, segretario generale dell’ONU)

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Io sono Malala: il libro che ha conquistato il mondo. Una ragazza che ha rischiato la vita contro l’intolleranza ed è la più giovane candidata di sempre al Nobel per la pace.

E’ il best-seller di Malala Yousafzai, che decide di raccontare la sua storia: 9 ottobre 2012, Valle dello Swat, Pakistan, ore dodici. La scuola è finita, e Malala insieme alle sue compagne è sul vecchio bus che la riporta a casa. All’improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l’inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all’assemblea generale delle Nazioni Unite.

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Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed è stata la più giovane candidata di sempre al Premio Nobel per la Pace. Questo libro è la storia vera e avvincente della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all’educazione di tutti i bambini del mondo, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo.”

È questa la breve didascalia che racchiude la straordinarietà di questo libro, che ha pubblicato quattro edizione in una settimana.

 Una  lettura che porta il lettore ad affacciarsi su un nuovo mondo, diverso dal nostro, una vicenda realistica e recentissima, vissuta da una giovane ragazza che emerge in un paese in cui le donne assumono importanza solo per dare vita a nuovi individui. La cultura è potere e questo libro ne è la prova: un potere che rende liberi, e che è quindi è bene limitare. Un libro che fa capire quanto sia importante l’istruzione e che implicitamente spiega come questa possa essere, allo stesso modo, un’arma potentissima.

 Un’opera semplice e ordinata, in cui probabilmente non è lo stile ad essere esaltato, ma il contenuto.

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Malala, che si batte in difesa dell’istruzione femminile da anni, dopo il clamoroso successo del libro,  ha deciso in occasione del suo diciottesimo compleanno di aprire una scuola per rifugiati siriani in Libano: questa sarà in grado di ospitare circa 200 ragazze. Inoltre, forte personaggio pubblico ormai, dopo essere stata selezionata come tema nella prima prova di maturità, la storia di Malala sta per essere portata sugli schermi cinematografici, traendo ispirazione dal suo libro. Infatti fra le tracce della prima prova di maturità, ce n’è una ispirata a una frase di Malala Yousafzai: “I libri e le penna sono le nostre armi più potenti”.

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