• martedì , 27 Ottobre 2020

Il risveglio del Biscione

L’ attesa è finita. Finalmente uno dei marchi automobilistici più importanti al mondo si è risvegliato da un letargo che durava ormai da troppo tempo.

Lo scorso 24 giugno, nel rinnovato museo dell’ Alfa Romeo ad Arese, è stata presentata, sulle note di “Vincerò”, cantata dal grande Andrea Bocelli, la nuova Alfa Giulia e con lei un piano di produzione molto ambizioso, ma realistico. Piano che può essere attuato solo con questo storico marchio italiano. Sbagliando si impara e dal flop della Lancia  si è  imparato molto. La storia del marchio milanese è stata esaminata a fondo e posta come base per il rinnovamento.

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Marchionne, amministratore delegato della casa madre FCA,  ha voluto infatti che venisse presentata la versione più sportiva del modello Giulia, decisione controcorrente e di forte impatto. Decisione che porta con sé un messaggio per le altre case automobilistiche. L’ Alfa Romeo avrà l’arduo compito di inserirsi tra i tre  marchi tedeschi ormai consolidati, come è stato ribadito più volte dai vertici di FCA. Messaggio ricevuto e accolto dalla Mercedes che ha dato il “bentornato” all’ Alfa.

I propositi sono buoni e se le parole diventeranno fatti, allora non sarà difficile per la “casa del Biscione” raggiungere gli obiettivi fissati. È lo stesso slogan, “la meccanica delle emozioni”, a suggerire al pubblico, che le prossime Alfa saranno più di una semplice e fredda macchina alla tedesca, ma “faranno tornare al guidatore il piacere di guidare” per dirla con Harald Wester.

La casa del Biscione, per festeggiare i suoi centocinque anni dalla fondazione,  ha voluto rinnovare tutto: dal nuovo pianale Giorgio fino al simbolo. Novità che sanno di passato. D’altra parte “il futuro è di chi ha un grande passato” come si sente dire spesso in casa Alfa.  Una simile rivoluzione vuole essere uno strappo netto con il presente. Vuole essere un ritorno ai vecchi sani principi,  che hanno fatto appassionare e innamorare gli Alfisti di ogni generazione: sportività, prestazioni e bellezza.

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Aspettando di vedere i risultati di questo grande sforzo economico compiuto da FCA, il resto del mondo rimane a guardare stupefatto chiedendosi come facciamo noi italiani a rialzarci sempre e comunque. L’ Alfa Romeo ne è l’ esempio più recente. Un marchio che ha rischiato di fallire. Di finire in mano straniere più volte. Il marchio che adesso presenta un piano per otto nuovi modelli nei prossimi anni e guarda al futuro con un ottimismo tutto italiano. Non deve essere un caso isolato. Le altre  aziende in difficoltà devono imparare a rialzarsi, perché il made in Italy è e sarà sempre molto apprezzato e ricercato anche e soprattutto all’ estero.

La grande bellezza del nostro Stato e del nostro popolo sta proprio nel fatto che quando ci impegniamo seriamente, siamo sempre tra i primi, in qualsiasi ambito.

 Il giorno del risveglio del biscione è giunto e il ruggito dei motori riecheggia come un vecchio incubo nelle orecchie delle rivali.

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