• martedì , 27 Ottobre 2020

Il sogno dell'integrazione

Mercoledì 3 febbraio dalle 9 alle 11 in sala audiovisivi si è tenuto a Valsalice  l’incontro con Edoardo Greppi, docente di diritto internazionale al dipartimento di giurisprudenza di Torino. Il professore ha trattato del sogno europeo e delle sue origini.

“L’Europa é un progetto politico, forse il più ambizioso di sempre. È un progetto di unificazione e integrazione, un progetto fondamentale: nasce all’indomani della seconda guerra mondiale, in un’Europa prostrata dalla distruzione, dalla fame e dalla morte. Chi dimentica questo retroterra culturale non può capire l’Europa. Chi dimentica questo retroterra rischia di commettere gli stessi errori del passato.

Il 5 maggio 1949 sei stati, uniti dall’invito di Churchill “bisogna ricostruire il tessuto europeo”, fondano il Consiglio d’Europa (oggi formato da 47 membri).  Le soluzioni politiche possibili per ricostruirlo all’epoca erano tre:

-ogni stato sarebbe rinato da solo sulla base del criterio della sovranità nazionale. Nel giro di vent’anni sarebbe matematicamente scoppiato un altro conflitto.

-gli stati avrebbero rinunciato – o messo in comune – a parte della loro sovranità per accordarsi tra loro: questa la strada della cooperazione, ovvero il Consiglio d’Europa.

– gli stati avrebbero stretto tra loro un rapporto talmente solido da ritenerlo indissolubile: L’Unione Europea.

imageSede dell’Unione Europea a Bruxelles

Nei Trattati di Parigi (1951) e di Roma (1957) infatti non era prevista alcuna clausola di recesso, a sottolineare la volontà dei padri fondatori di dare vita a un connubio inscindibile, a una piena e sincera integrazione. Quest’integrazione però – sostiene il prof. Greppi – è fallita con l’introduzione di tale clausola nel trattato di Lisbona, e la possibile uscita dall’UE del Regno Unito ne è la prova.

L’Unione Europea è l’unica organizzazione sovranazionale propriamente detta. La Dichiarazione Schuman del 1950 può essere considerata l’atto di nascita di tale organizzazione, e a partire dalla condivisione di carbone e acciaio punta alla realizzazione di una federazione europea sul modello degli USA. Per raggiungere tale scopo è necessario dar vita a una solidarietà di fatto tra stati attraverso un processo graduale.” Queste le tappe elencate dal professore: la condivisione del carbone, la creazione di un mercato unico, la fondazione di un’unione economica e monetaria, il raggiungimento dell’unità politica.

imageSede dell’Unione Europea a Strasburgo

“Oggi il processo d’integrazione risulta inceppato. Gli stati membri – attualmente 28- non sembrano disposti a condividere la propria sovranitá, a rinunciare a un’ulteriore fetta della loro indipendenza per puntare su un progetto più grande, a fare il passo decisivo per creare una nuova grande potenza che possa forse rinnovare il primato europeo.”

Il professore conclude il suo intervento invitando gli studenti  a  non stancarsi mai di leggere, di interessarsi, di informarsi, di documentarsi. Lascia poi spazio alle domande: queste toccano vari temi, dal problema dell’immigrazione ai mezzi d’informazione più validi oggi. In merito al futuro dell’Europa Greppi afferma: “Il problema è aver creato un gigante economico ma un nano politico” e cita due grandi europeisti: l’ex presidente Giorgio Napolitano, che sostiene che se non  si raggiungono i traguardi politici previsti, l’Europa inevitabilmente regredirà, e il cancelliere della riunificazione tedesca Helmut Kohl. Quando a quest’ultimo era stato chiesto cosa fosse per lui l’Europa aveva risposto: “Il fratello di mia madre si chiamava Walter, è morto in trincea. Mio fratello si chiamava Walter, è morto in Russia. Mio figlio si chiama Walter, è vivo. Questa è l’Europa.”

 imageHelmut Kohl

Intervista al professor Edoardo Greppi

Quali sono le criticità attuali dell’UE a suo giudizio e quali gli aspetti positivi?

L’aspetto positivo è sicuramente la volontà di creare un’unione sempre più stretta tra i popoli europei. Questo è il progetto politico che ha dato vita prima alle Comunità Europee e poi all’Unione Europea. Un progetto politico ambizioso che mira a realizzare gradualmente l’integrazione economica e successivamente politica. La difficoltà è la realizzazione concreta di questo progetto attraverso tappe che devono essere identificate dalle classi dirigenti degli stati europei.

La realizzazione del progetto dei padri fondatori è utopistica o fattibile?

Una componente di utopia c’è sicuramente, ma è ciò che dovrebbe motivare a realizzarlo. I padri fondatori avevano un progetto politico, i padri fondatori avevano un sogno. I sogni hanno senso se vengono realizzati, altrimenti sono patetiche illusioni o sforzi irreali.

In che modo è necessario che si evolva L’Unione Europea?

L’Unione Europea deve diventare un interlocutore forte a livello politico. Gli strumenti per renderla tale in parte ci sono, in parte non sono ancora pienamente realizzati. Abbiamo una moneta comune, ma non una politica economica condivisa; abbiamo strumenti embrionali per una politica estera e di sicurezza comune, ma queste istituzioni non hanno i mezzi giuridici necessari.  Questa è la sfida della politica oggi.

Edoardo GreppiEdoardo Greppi

E’ possibile un’Europa “senza unione”? 

E’ possibile, ma gli stati membri da soli non possono arrivare da nessuna parte. La complessità del mondo globalizzato esige risposte di tipo continentale, non è più pensabile che risposte nazionali e locali siano sufficienti.

La sospensione di Schengen potrebbe rivelarsi utile nella soluzione al problema di immigrazione e terrorismo, o limiterebbe semplicemente la libertà dei cittadini europei?

Sospendere Schengen non è una soluzione: i flussi migratori possono essere governati, non fermati. Il nucleo del problema sta nella difficile dialettica tra libertà e sicurezza, come molti studiosi hanno opportunamente sottolineato. La vera sfida è garantire la sicurezza ai cittadini europei senza limitarne la libertà in modo inaccettabile. Abbiamo digerito, subito e accettato già alcune limitazioni: i controlli nei porti, negli aeroporti, nelle stazioni, persino al carnevale di Venezia. Ma altre sono inaccettabili.

L’UE è effettivamente un interlocutore valido a livello internazionale  oppure non rappresenta ancora gli interessi dell’Europa?

L’Unione Europea è la piu grande potenza commerciale della terra. È chiaro che però deve dotarsi di una politica consistente. Se infatti é riconosciuto come interlocutore nei trattati commerciali, non partecipa ai concordati sul futuro della Siria. Questo squilibrio attenua inevitabilmente la credibilità del soggetto.

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