• sabato , 24 Ottobre 2020

E l'ignoranza la fa da padrone

Coco Chanel affermava che è più importante, non farsi notare, ma farsi ricordare. Oggigiorno, purtroppo, si è diffusa una controtendenza a questa «massima di stile». Dal farsi ricordare, al farsi notare, dall’unicità all’omologazione di massa. E per di più, di un livello così basso, che i nuovi maître a penser diventano gli attorucoli da cinepanettoni.

Infatti si sta sempre più diffondendo quell’esemplare umano, che negli anni passati si ritrovava solo nelle aspre solitudini della vita agreste in Meridione. E’ il cosiddetto cafone. Questo villanzone, dai campi, è emigrato in città, vive al nostro fianco, tutto occupato a seguire ancora i propri primitivi istinti. E per questo, rappresenta la principale causa di profitto di un’economia basata sul «consumismo di bassa qualità», come sostiene Ludovico Polastri nel suo editoriale su www.finanzainchiaro.it .

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Ora, il quesito da porsi è quello riguardante le cause della diffusione di questo individuo. La radice più profonda si può riscontrare nei moti migratori che vi furono nella penisola italiana, negli anni del «boom» economico. Quel periodo diede la possibilità a uomini cresciuti fra zolle di terra, bruciate dal sole, di inserirsi in un quadro sociale più ampio ed evoluto. E in questo nuovo mondo industrializzato, il cafone si è fatto travolgere dall’idea di opulenza che ha travisato dalla maggior circolazione di beni.

Ci furono, quindi, enormi migrazioni di uomini e donne, ma soprattutto di mentalità e principi. E con l’abbattimento di dettami culturali e il rimescolamento di idee, la mentalità zotica ha avuto la meglio. Questo perchè, come accade in natura, vige la legge del più forte; di chi urla più forte. In questo modo, la mentalità del villano ignorante ha preso sempre più vigore, fino a soppiantare la precedente «cultura di cultura».

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Ed ecco che facilmente ci si ricollega alla seconda causa di quest’inversione di tendenza: il popolo italiano. Infatti, se la deriva cafona e qualunquista ha attecchito così bene al suolo del bel Paese, è perché quest’ultimo era assai fertile, e per certi versi, smanioso di farsi concimare da tanta ignoranza. Perciò, ora che il mondo si sta facendo sempre più veloce e scarno, è più difficile rallentare i propri ritmi per «aspettare» la cultura, che, non affannosamente, fa la sua piccola comparsa. Di conseguenza si tralascia la Cultura e ci si lascia andare di fronte ad un tipo di sapere intestinale, facile da ingerire e fruibile a tutti.

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Oggi, tutti i mezzi di comunicazione  sono monopolizzati da questo genere di conoscenza, che non trasmette notizie ma stordisce e distoglie lo sguardo da ciò, che è davvero il «cibo» della mente. La non-cultura moderna offusca i sentimenti, dando però libero sfogo ai sensi. E’ più facile, quindi, incontrare «due ragazzi che fanno sesso orale senza problemi», ma che poi «hanno difficoltà a sbandierare che si vogliono bene», piuttosto che il contrario. In questo articolo del sito www.lettera43.it sono racchiusi perfettamente i disagi presenti nella società di questo millennio: il superamento, in senso negativo, dei valori veri, e la diffusione, senza frontiere, di sfrontatezza ed ignoranza.

Oramai infatti, la bassezza dei concetti che vengono trasmessi attraverso le notizie è deludente e spaventosa. Sono gli ideali di una società, in cui non vi è più un limite alla nudità, ma ai sentimenti sì. Dove «si vale per quel che si mostra», e in cui se non si è omologati alla becera massa, non si è nessuno. Che siano queste o altre le cause della deriva cafona nostrana, sicuramente hanno messo in moto un meccanismo che difficilmente potrà essere corretto e reimpostato. Perché, alla fine dei conti, l’ignoranza è manipolabile. L’ignoranza è facilmente influenzabile da coloro che hanno gli strumenti per farlo. Perciò, si può mostrare  qual si voglia indignazione di fronte all’evidente degrado qualunquista, se poi, alla fine, a farlo sono coloro che nutrono il ventre del cattivo gusto.

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