• venerdì , 30 Ottobre 2020

Battaglie metropolitane

Piccole battaglie si combattono quasi quotidianamente tra utenti e dipendenti dei servizi pubblici. Alcune sono più spettacolari di altre. Il protagonista della nostra storia è un ragazzo di 26 anni, Filippo Citterio, originario di Monza, odontoiatra, ora impegnato in un master in parodontologia all’Università di Torino. Al termine della consueta e lunga giornata di lavoro, attende l’arrivo del bus 58 che lo porti a casa dall’amata. Avvistato l’autobus all’orizzonte solleva distrattamente il braccio per richiamare l’attenzione del conducente e scrive un messaggio alla ragazza che lo sta aspettando. Ma il mezzo gli sfreccia davanti a tutta velocità, lasciandogli due possibilità di scelta: rincorrerlo o aspettare altri 45 minuti prima dell’arrivo del successivo. Sceglie la prima opzione. Ne nasce un duello all’ultimo respiro, che vede il nostro protagonista trionfare, riuscendo a salire sull’automezzo. Decide di condividere la sua esperienza su Facebook, ambientandola in un’atmosfera cavalleresca. Il suo post è diventato virale, coinvolgendo la stessa Gtt e richiamando l’attenzione di importanti quotidiani nazionali. Il Salice ha avuto l’occasione di intervistarlo.

Tourist-Info-Getting-Around

Quando hai scritto la tua disavventura, qual era la tua intenzione?

Volevo far ridere i miei amici e avevo voglia di commentare in modo simpatico qualcosa che aveva reso la mia giornata speciale, anche perché se non trovi qualcosa di straordinario nella vita di tutti i giorni ti annoi più del dovuto.

Ti ha sorpreso ricevere tutti quei like? Pensi abbiano un significato particolare? 

Sì, mi ha sorpreso molto! Non mi aspettavo una risonanza del genere. Evidentemente ho toccato un argomento che ha fatto immedesimare tante persone nella mia esperienza. Però c’è da dire che nell’era dei social non sai mai cosa diventerà virale e cosa no. Penso che comunque il fenomeno sia stato limitato all’area di Torino e che quindi in molti abbiano vissuto avventure simili.

Come ha risposto la Gtt alla tua denuncia?

La Gtt ha commentato il mio post su Facebook. Hanno detto che ero stato molto simpatico, che avrebbero preso in considerazione la mia segnalazione ma avrebbero voluto sentire anche la versione dell’autista.

Hai avuto più notizie sull’autista? Cosa pensi l’abbia spinta a reagire in quel modo?

Non ho avuto molte notizie sull’autista. Qualcuno che ha amicizie all’interno della Gtt però mi ha detto che nell’azienda per un po’ non si è parlato d’altro. Per quanto riguarda la sua reazione penso che chiunque possa avere una giornata storta ogni tanto. Ad ogni modo è stata una sfida e lei ha voluto affrontarla in questa maniera e non tocca a me giudicare il suo operato. Tuttavia, anche io ho giocato sporco mettendomi davanti al pullman. La cosa che deve far riflettere non è tanto come abbia reagito questa autista ma il fatto che tante persone abbiano avuto esperienze simili. Non si tratta quindi di un episodio isolato ma di una vera guerra tra abbonati e autisti, che si combatte con tante piccole battaglie suburbane.

Qual è stata l’ispirazione per scriverla come una storia cavalleresca?

La vita di tutti i giorni senza un po’ di fantasia sarebbe solo la vita di tutti i giorni e quindi non ci sarebbe nessuna differenza tra ieri, oggi e domani. Ci sono mille segnalazioni sulla pagina della Gtt e vengono tutte ignorate perché non hanno niente di speciale. Eppure alcune denunciano episodi ben più gravi di quello che è capitato a me. Se devo pensare alla vera ispirazione forse viene da “Romeo+Juliet” di Baz Luhrmann, uno dei miei registi preferiti. In questo film la storia di Romeo e Giulietta viene messa in scena con il testo originale ma in un’ambientazione moderna, metropolitana e a tratti punk.  Questo dà ad un’opera che abbiamo visto in mille modi sempre uguali un tocco di originalità che la rende per una volta speciale (senza nulla togliere a Shakespeare che ha avuto il merito di scrivere il vero capolavoro).

Quale pensi possa essere il giusto finale per questa storia cavalleresca?

Non so quale sarà il finale ma mi dispiacerebbe se questa autista venisse punita. Evidentemente non si tratta di un caso isolato e non è giusto che uno paghi per tutti. Se tornassi indietro ambienterei la mia storia su un pullman ignoto, in una città sconosciuta, ad un orario non precisato. Spero però che la Gtt tenga d’ora in poi più in considerazioni le segnalazioni dei sui abbonati, almeno per evitare un altro post virale, visto che non penso di aver fatto loro una buona pubblicità.

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