• giovedì , 29 Ottobre 2020

I pionieri del terzo millennio

Lasciare il proprio lavoro. Vendere la propria attività. Mollare ogni cosa. Tutto ciò a cui siamo dediti, a cui siamo legati. E partire all’avventura. Non è sicuramente un progetto facile. Mettersi in gioco e dare il meglio di sé richiede passione e dedizione. Richiede la capacità di non scoraggiarsi davanti alle sconfitte e non illudersi davanti alle vittorie. Richiede un pizzico di ambizione e lo stress della consapevolezza che non c’è un arrivo, ma solo il viaggio di una vita. Il primo passo è chiudere gli occhi, fare un respiro profondo e immergersi nel nostro animo, tra i nostri sogni. Alla ricerca di quello più intimo, radicato, saldo. Il punto non è potere, ma volere.Cattura_1

Trovato quindi l’obiettivo che vogliamo, desideriamo, bramiamo raggiungere, un obiettivo radicato, saldo e chiaro, non resta altro che mettersi in moto. Ottenuto il carburante che ci spinga fino alla fine dunque, passiamo a montare il nostro proprio nuovo stile di vita, fuori dagli schemi che la società ci ha indotto a seguire. Nascono così i Nomadi Digitali e con loro il posto di lavoro nell’era digitale. Fotografi, grafici, web designer, analisti, blogger, scrittori, reporter freelance e tanti altri. Chiunque si senta troppo oppresso dalla normatività o dalla banalità del quieto vivere, chiunque non accetti che siano gli altri a decidere per lui, chiunque si consideri più cosmopolita che nazionalista, è di nuovo fautore del proprio destino. L’ufficio non esiste più. Si lavora da casa, mentre si prende il sole al mare o in pista mentre si è in coda alla seggiovia. Per quelli che hanno bisogno di più silenzio e concentrazione invece si può già affittare (anche in Italia e Torino) una scrivania in un open-space, progettato, edificato e gestito apposta per facilitare questa nuova e crescente classe lavoratrice.Cattura_2

Nasce quindi nomadidigitali.it, sito ufficiale di questo movimento. Alberto e Diego, romani, commentano sul sito che stanno lanciando: ”Delusi dal lavoro e dalla vita che conducevamo, abbiamo deciso che era giunto il momento di cambiare qualcosa”. Stanchi quindi più che del posto fisso, del luogo fisso si parte, ovviamente armati di smartphone, tablet, portatile e connessione ad internet. È possibile conoscere le storie di questi fortunati pionieri su youtube e facebook. E mentre in Italia il motore si sta ancora riscaldando, negli USA questi esploratori e guide sono già stati promossi a guru dei socials, del marketing e delle strategie aziendali. I loro account twitter sono seguiti dalle più potenti industrie americane che cercano di intercettare la richiesta ed anticipare i bisogni. Ne è un esempio l’Apple che ha già provvisto i propri stores di una zona dedicata ai nomadi digitali con attrezzi e applicazioni appositamente pensati per loro.Cattura_3

Rimane solo da vedere per quanto riusciranno a trovare abbastanza oro per tutti e, nella speranza che questo sia il futuro dell’uomo digitale, cosa capiterà al passato, ormai obsoleto e superato. Critica così infatti Steve Rubel, “nomade” dirigente della Edelman, una delle piu’ grandi società di pubbliche relazioni del mondo: ”Se non si consentirà ai propri dipendenti di diventare nomadi, loro lo faranno lo stesso e a quel punto diventeranno tuoi concorrenti”.

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