• martedì , 27 Ottobre 2020

De vulgari economia

“Se la gente non capisce la fisica, questa però funziona ugualmente, ma non si può dire la stessa cosa dell’economia”. Questo è l’incipit con il quale l’economista Leonardo Becchetti ha esordito nella conferenza presso il Salone Internazionale del Libro di Torino.

imageNel suo dialogo con il direttore de l’Avvenire Marco Tarquinio ci presenta la sua visione dell’economia, non come mondo chiuso ed elitario, ma come scienza che necessita della comprensione e collaborazione di ognuno di noi.

Sono tre i pilastri funzionali al raggiungimento di un’economia di questo genere. In primis è necessario avere un impatto sulle persone e non ricercare esclusivamente un ritorno economico. Infatti, solamente grazie alla partecipazione attiva dei cittadini, l’economia può iniziare a “pedalare” verso lo sviluppo e il progresso. È lo stesso Becchetti a paragonare il mondo economico a una bicicletta a cui serve una forza, ovvero l’impegno di ciascuno di noi, per poter andare avanti. A questo proposito riporta l’esempio del progetto delle “slot mob“, che è stato possibile solo grazie alla partecipazione di proprietari di numerosi locali che hanno contribuito a ridurre la diffusione delle slot machines. Se invece il profitto diventa il solo e unico fine, il risultato sarà inevitabilmente controproducente , come nel caso della lobby del gioco d’azzardo dove, per rimpinguare le tasche di pochi (spesso malavitosi), le spese statali superano gli incassi.

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In secondo luogo, l’illustre opinionista romano, sottolinea l’importanza della dignità umana nel mondo del lavoro e l’obbligo di imporre delle multe laddove questa non venga rispettata. A supporto della sua affermazione cita l’industria di calzature “Toms”, dove gli operai, dal momento che ricevono un cospicuo salario e un grande rispetto dei loro diritti, non solo hanno un ritmo produttivo in continua crescita, ma hanno anche acquisito una notevole sensibilità nei confronti del prossimo. Questi ultimi, infatti, rispecchiano il modello di economia socialmente ed ambientalmente sostenibile, proposto da Becchetti, in quanto per ogni prodotto venduto ne regalano uno ai più bisognosi.

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Infine, il docente di economia politica, presenta la vera chiave per un radicale cambiamento dell’economia odierna, ovvero la forza dei cittadini. Infatti siamo proprio noi a influenzare e a guidare le varie aziende. Queste, d’altro canto, non fanno altro che adeguarsi alle esigenze dei consumatori per poterne acquistare in numero sempre maggiore. Sta dunque a noi sfruttare questo elemento per portare le compagnie economiche ad adottare un comportamento socio-economico responsabile.

Conclude dicendo: “Le particelle dell’economia reagiscono secondo il grado di conoscenza del mondo, dunque, per costruire una nuova economia, bisogna che ognuno di noi ne sia prima perito.”

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