• mercoledì , 28 Ottobre 2020

Il Salone della tecnologia

Al Salone Internazionale del libro di Torino del 2016, oltre a molti scaffali di libri e conferenze di autori e personaggi illustri del mondo della cultura e della sociologia, si distingue per la sua modernità l’area dedicata alla tecnologia.

Spicca per la sua originalità e complessità il robot Icub. Questo, di ultima generazione e vincitore del premio di Italian’s Got talent 2016, è il risultato della collaborazione di esperti meccanici ed informatici. Alì Paikan, ingegnere informatico iraniano che si occupò della realizzazione dei software, sostiene con fermezza che i materiali che compongono il robot Icub sono i top di gamma. La pelle con cui questo robot è costruito è molto simile a quella umana e gli conferisce, così, un senso del tatto molto sensibile agli urti.

I robot, poi, possono essere molto utili anche nella vita di tutti i giorni: possono aiutare gli anziani a sollevare pesi, ricordare impegni e possono salvare individui dai pericoli quotidiani.

Rimangono però ancora dei limiti da superare: i robot, in generale, camminano difficilmente perché ostacolati nei loro movimenti proprio dalle loro diverse componenti. Inoltre, dice Alì, un altro ostacolo che si pone davanti al raggiungimento degli obiettivi della robotica è l’acqua; il robot Walkman, ad esempio, non è in grado di resistere ai liquidi, sebbene invece sopporti il calore delle fiamme.

Infine un altro problema che i tecnici addetti alla robotica stanno cercano di risolvere è la capacità del robot di interagire con l’uomo e di rendersi conto di ciò che lo circonda. Gli androidi, infatti, attraverso le telecamere poste negli occhi, sono in grado di percepire solo gli oggetti in movimento di fronte a loro, ma non riescono ancora a vedere la realtà nei suoi colori.

Alì conclude dicendo che la sfida del futuro sarà lo sviluppo e l’applicazione dell’intelligenza artificiale, che renderebbe i robot capaci di interagire liberamente con l’essere umano.

Sempre nell’area adibita alla scienza si staglia l’auto da corsa progettata dalla Shell Eco-Marathon. Questa vettura, realizzata con telai di carbonio e altri materiali molto leggeri, è il frutto della collaborazione di tecnici di meccanica, elettronica, fisica e studenti non ancora laureati del Politecnico. Diventa così la giusta opportunità per l’apprendimento di nuove conoscenze e per la progettazione di una macchina da corsa ecologica.

L’obiettivo, dunque, è la costruzione di un veicolo che consumi poco e che sia in grado di andare in pista. Quest’auto, infatti, è uno dei primi prototipi di macchine ad idrogeno. La complessità di questo progetto consiste nella combinazione tra la leggerezza dei materiali e la qualità delle sue prestazioni.

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In conclusione, la comunicazione spesso avviene attraverso i messaggi e le parole dei libri, ma queste testimonianze ci permettono di capire che ci sono infinite modalità di trasmissione delle informazioni e delle conoscenze.

 

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