• sabato , 31 Ottobre 2020

IL GIOCO DEL POTERE NASCOSTO

Inghilterra. Due giorni dal voto che deciderà la sua sorte: restare o uscire dall’Europa. È infatti questo ciò che l’aspetta nei prossimi giorni; un referendum, sistema democratico, dove la voce che conta è quella del popolo, chiara e netta. Una voce che è milioni di voci, che si fa carico di trasmettere il pensiero del popolo britannico. Un pensiero inizialmente orientato da un lato per poi essere spaventato e scappare al lato opposto come un cavallo che si tenta di domare spingendolo verso il suo domatore a colpi di frusta.  

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Ecco il sondaggio riportato da ‘Observer’ del 17 giugno: 48% a favore del referendum Brexit, 37% contro. Un sondaggio che potrebbe essere stravolto in seguito alla morte della deputata Cox ad opera di colui che sembra essere un estremista della parte pro Brexit. È infatti Tommy Mair, 52 anni, ad essere arrestato dopo l’aggressione, in seguito alla quale pare abbia urlato ‘Britain first’, la Gran Bretagna prima di tutto.

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Ma è dunque un caso, una pura coincidenza quella della terribile morte della deputata laburista avvenuta proprio tre giorni prima del referendum? È un caso che con la sua morte giornali e opinionisti indicano un possibile influenzamento dell’opinione pubblica? Infatti cosa voteranno ora coloro che non avevano ancora deciso? E, cosa ancora da scoprire, gli inglesi prima apparentemente a favore del referendum Brexit lasceranno ora le proprie convinzioni e saranno dominati dalla paura dell’estremismo? Il dubbio che si possa trattare di manovre politiche è lecito. Di usare un folle estremista per far apparire tale anche tutto la parte pro-Brexit. Ecco infatti cosa twitta a questo proposito Bartolomeo Pepe, senatore della Repubblica: “Colpirne uno per educarne cento”.

E subito gli utenti si scagliano contro quest’affermazione fredda e cinica rispondendo: “Rinuncia all’immunità e fatti denunciare” – e un secondo scrive – “Un senatore della Repubblica che usa la parola “educare” in questo contesto è una cosa che suscita vivida indignazione”, e si aggiunge un terzo “Lei è un senatore della Repubblica. Si faccia schifo da solo guardandosi allo specchio stasera”. Definito quindi uno “sciacallo” il senatore risponde così: “Colpirne uno per educarne cento significa colpire un innocente e generare odio e dissenso nella gente modificandone l’orientamento. E quello fanno”. E la sua affermazione è sì forte, ma il dubbio che possa non essere infondata sorge. Infatti è la storia a insegnare che quando sono in gioco grandi interessi tutto viene tentato, a partire dall’attentato di Sarajevo che fece scoppiare la prima guerra mondiale alle presunte bombe in Iraq che giustificarono l’intervento americano. Non solo ma spontaneamente fa nascere un grosso interrogativo, aldilà di tutto ciò che sta avvenendo in Inghilterra. Perché quando si tocca l’argomento ‘uscita dall’UE’ vengono evocati scenari drammatici, come il possibile impoverimento del paese? Perché viene messo a tacere?

Dopotutto l’Europa che si definisce essere un sistema democratico parrebbe non accettare il gioco stesso della democrazia, opponendo resistenza ogniqualvolta si manifestano spinte a uscire.

Non è unico però il caso inglese.

Precedentemente la Grecia aveva vissuto una situazione analoga votando per l’uscita dall’euro. Il referendum proposto da Tsipras infatti raggiunse il 61% di voti a favore dell’uscita. Tuttavia poco dopo pur avendo il consenso del popolo pronunciò queste parole: “Abbiamo dimostrato che non si può ricattare la democrazia. Ma non è una rottura con l’Ue, domani ricominciamo a lavorare per uscire dalla crisi e per riportare alla normalità il sistema delle banche”. Ma dunque perché Tsipras dopo la fatica fatta per raggiungere la tanta agognata maggioranza si è poi tirato indietro ignorando la chiara richiesta del popolo di uscire dall’euro? È forse tutto frutto di uno spauracchio? E se lo fosse per quale motivo?

 

26 Jan 2015, Athens, Attica, Greece --- Alexis Tsipras, leader of the party Syriza, looks on after getting the mandate to form a government one day after the Greece general elections in Athens, 26 January 2015. Greece's leftist, anti-austerity Syriza party and itsleader Alexis Tsipras are the strongest party after the elections. Photo: Michael Kappeler/dpa --- Image by © Michael Kappeler/dpa/Corbis

È infatti noto il malcontento generale causato da una crisi forse in parte generata dall’introduzione dell’euro. In seguito al cambio imposto di 1927 lire contro 1 euro e alla successiva mancanza di controlli, il potere d’acquisto degli italiani ne è uscito fortemente indebolito.

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Non solo ma un altro caso si può individuare in quello del politico Silvio Berlusconi. Ecco un altro personaggio che parla di uscire dall’euro. Sembra infatti che le trattative avviate in sede europea nell’autunno del 2011 per far uscire l’Italia dall’euro, come testimonia Hans Verner Sinn, presidente dell’istituto di ricerca congiunturale tedesco, all’Huffington Post, abbiano segnato l’inizio del declino del governo del Cavaliere in favore invece di un uomo più vicino alla causa europea.

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È anche vero il fatto che certamente restare nell’Europa comporta molti vantaggi, ma allora perché il tentativo di uscirne? Di certo per quanto riguarda la Gran Bretagna si può far riferimento a un popolo che sin dalle origini è stato una sorta di ‘popolo sovrano’, un paese pragmatico dove la legge non è dettata da codici e leggi scritte, da fissità e immobilità, ma dalla parola del giudice, dalla cosiddetta ‘Case-Law’, dove sono i singoli casi giudiziari a dettare legge. Un paese che è sempre stato ai confini dell’argomento Europa a partire dalla sua moneta e che vuole slegarsi definitivamente da un proliferare di leggi e cavilli legali. Lacci che in realtà ledono l’Europa stessa. Spesso infatti nel corso della storia europea sono state imposte norme e leggi sullo stampo del tessuto economico e industriale della Germania che mal si adattavano alle piccole-medie imprese caratteristiche dell’economia italiana dell’Italia.

 Ma quindi chi ha in mano i fili? Chi è davvero al potere in Europa? Perché questa Europa sembra sempre più passare da un’Europa voluta a un’Europa imposta. A partire dalla stessa introduzione dell’euro, moneta per la quale non si è mai votato, né c’è mai stato alcun referendum ma soltanto una decisione presa dai diversi governi. E soprattutto se l’Italia si trovasse nella situazione ora dell’Inghilterra e dovesse scegliere se restare o uscire, cosa voterebbe il popolo?

 

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