• lunedì , 26 Ottobre 2020

Le 7 novità per il futuro

Si chiama Aquasmart ed è l’idea che ha vinto la prima edizione di “Innovation for change“. Il progetto (promosso dalla Scuola di alta formazione, dal Politecnico di Torino e dal Cern di Ginevra) ha attribuito alla start-up i 50mila euro messi in palio dalla Fondazione Agnelli per promuovere la nascita e crescita dell’impresa. Demetra ha invece ottenuto il secondo posto e al gradino più basso si è classificato Alfie. Ai tre giovani che hanno conquistato il podio sarà concesso di partecipare gratuitamente all’European Innovation Academy (EIA), il programma internazionale di accelerazione per start-up tecnologiche ospitato dal Politecnico di Torino dal 10 al 29 luglio. Per partner aziende quali Google, Allianz, FCA, Intesa Sanpaolo e Ferrero e per mentori dotti della Silicon Valley. E 300 studenti dalle migliori università di tutto il mondo. I tre vincitori si sono distinti dopo 5 mesi di lavoro che hanno coinvolto 50 studenti divisi in 8 gruppi. I giovani hanno collaborato con il Cern di Ginevra e con alcune istituzioni e aziende italiane e internazionali con lo scopo di mettere a punto progetti innovativi nel campo della sostenibilità.

premia

1.    AquaSmart

Per ridimensionare gli sprechi d’acqua che riguardano il 30% dell’oro blu che svanisce dalle reti idriche (principalmente a causa di allacci abusivi e perdite e contatori manomessi), Davide Lora e il suo team supportato dalla Smat hanno ideato il progetto. Un innovativo contatore digitale che andrà a sostituire quello analogico. I dati saranno mandati a sensori appositamente posti sui lampioni intelligenti e analizzati da un software che così potrà subito individuare perdite e anomalie nel sistema. In tre anni, prevedono gli ingegneri, si rientrerà della spesa e inizierà il guadagno.

2.    Demetra

Il progetto classificatosi secondo si è occupato di un altro cono d’ombra dei nostri tempi: l’inquinamento da fertilizzante. Dopo un attento studio, anche sul territorio, Andrea Balestra e il suo team (coadiuvato dalla Barilla) sono giunti alla creazione di un’app che rende possibile monitorare l’uso o l’abuso dei concimi. Ora ci si affida all’intuito e all’esperienza. Dopo che la tecnologia avrà portato un approccio scientifico anche nei terreni da coltivazione, si potranno misurare meglio le quantità di fertilizzante di cui usufruire. Si riduce così l’inquinamento delle falde, lo spreco economico e si risparmia molto del tempo che i contadini altrimenti si vedrebbero costretti ad impiegare per controllare il raccolto.

3.    Alfie

L’innovazione più fuori dal comune giunge da Alfie: il futuro è nelle alghe. Tra qualche anno potremo forse vedere le facciate dei palazzi rivestite di alghe da cui si ricaveranno energia e cibo. Come consigliano Lorenzo Viaggi e Alberto Uberti: “si possono coltivare in verticale sulle facciate: le alghe possono filtrare l’acqua domestica e quella piovana”. Così, oltre a ridurre il problema idrico e dell’effetto serra, si potranno anche utilizzare come fonte di cibo.

inno

4.    InnovAir

Chioschi Smart contro lo smog. In aggiunta alla diffusione di nuovi sensori per un più minuzioso controllo delle polveri, nascerà anche l’applicazione di sensibilizzazione che renderà ogni cittadino cosciente dei pericoli quando si percorre un determinato percorso ad una determinata ora. Ovviamente in base alle vie scelte (banalmente è meglio la pedonale, del corso trafficato) e agli orari le particelle disperse sono differenti. In questo modo ognuno sarà libero di scegliere liberamente tra i due mali, quello minore.

5.    WeShare

Finalmente forse è arrivata l’era delle previsioni meteo esatte e puntuali. Il team, questa volta coordinato da Enel, aveva pensato ad un modo per aiutare la produzione di energie rinnovabili. Poi però si è esteso. I dati raccolti sarebbero utili all’aviazione, agli eventi occasionali come la Color Run, alle assicurazioni. L’idea è di una semplicità disarmante: ridurre la distanza dei sensori da 30 km a 5 km ed aumentare la quantità di dati raccolti che verranno quindi messi in vendita a privati ed a chiunque ne abbia bisogno.

6. Hydropia

E’ una serra modulare autosostenibile che permette di coltivare in mezzo al mare, desalinizzando l’acqua attraverso l’energia solare. L’isola galleggiante sarà dotata di sensori che, attraverso il monitoraggio operativo, consentiranno di ottimizzare la produzione di acqua e rifiuti. Attraverso un modulo GSM, sarà inoltre in grado di inviare i dati pertinenti per prevedere interventi di manutenzione. L’obiettivo principale è quello di risolvere i problemi imminenti come la progressiva riduzione delle terre coltivabili e delle risorse idriche, dovuti all’aumento della popolazione mondiale e al cambiamento climatico.

7. Nit-Red

Le emissioni di azoto reattivo nella biosfera sono aumentate in maniera esponenziale con la diffusione dell’agricoltura estensiva e l’uso dei fertilizzanti. Il progetto è basato sulla creazione di uno strumento per visualizzare le emissioni di ossido di azoto, i dati e le relative correlazioni. Nit-Red creerà un database internazionale e tramite questa piattaforma potrà stabile il migliore momento per effettuare l’irrigazione dei terreni. Il fine è quello di influenzare le masse affinchè sensibilizzino le classi dirigenti a intraprendere azioni concrete contro il surriscldamento globale.

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