• giovedì , 22 Ottobre 2020

La giornalista ed il robot

Grazie ai nuovi mezzi, sempre più all’avanguardia, del secolo corrente, alle nuove tecnologie sempre più a portata di un maggior numero di persone, alle scoperte in ambito tecnico-scientifico si sta sviluppando in maniera sempre più frequente l’utilizzo di supporti tecnologici per il lavoro e per il quotidiano.

Un esempio sono le macchine che vengono usate nelle fabbriche per imballare prodotti, trasportare materiali e aiutare il lavoro dell’uomo.

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Nella vita di tutti giorni, capita di avere a che fare con tecnologie in grado di svolgere compiti dettati dall’uomo setsso. Un banale esempio è il computer, in grado di elaborare informazioni e scegliere per l’utente quelle migliori; la stampante che riceve tramite onde elettromagnetiche il contenuto di un file del computer è in grado di rendere un’immagine reale su carta. Ci sono un’infinità di altri esempi di come la tecnologia fa sempre più parte della nostra vita, tanto da essere vista non solo come un oggetto qualunque, ma come un oggetto senza il quale non si può stare, indispensabile. Inseparabile.

Inseparabili infatti sono i protagonisti di questo articolo. Tomomi Ota e Pepper si sono conosciuti e hanno stretto amicizia nel 2014. All’inizio i genitori della giovane ragazza erano un po’ titubanti all’idea di avere, per così dire, un nuovo figlio, ma con il tempo ci hanno fatto l’abitudine e l’hanno reso membro ufficial della famiglia.

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Tomomi, una giovane giornalista giapponese, rivela che ormai dopo ben due anni di convivenza, lei e Pepper sono inseparabili. Pepper, robot prodotto dalla Softbank Robotics, ha la particolarità di riuscire a leggere le emozioni umane ed interpretarle; perciò è vicino all’uomo più di quanto si possa pensare. Lo conferma Totomi che si fa accompagnare da Pepper durante le sue commissioni quotidiane, il suo lavoro, e anche il lavoro dei genitori, che hanno un negozietto e che con l’aiuto di Pepper riescono ad incrementare i guadagni.

Tomomi e Pepper condividono insieme passioni e momenti di festa.

In una testimonianza Totomi affrema che all’inizio aveva preso Pepper perché era curiosa e voleva vedere cosa volesse dire viver con una forma di vita artificiale. La sua curiosità l’ha spinta a trovare un nuovo amico.

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La colonizzazione del digitale non sempre deve spaventare, non invade con ferocia, è un’invasione assistita dalle grandi menti del nostro tempo. E’ importante fruirne per utilità senza esserne succubi. Ciò è quel che spaventa molti che guardano timorosamente il futuro da lontano. Con il giusto equilibrio e la giusta cautela si riuscirà a governare, non in maniera dittatoriale, il mondo nascente.

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