• martedì , 27 Ottobre 2020

Giovani in viaggio

di Pietro Velardocchia

Dopo la morte di Susanna Rufi,  la ragazza romana deceduta improvvisamente a Vienna durante il viaggio di ritorno da Cracovia, non vi è stato più alcun caso di meningite tra i pellegrini della GMG (Giornata Mondiale della Gioventù). Profilassi per chi è tornato, migliaia gli esami. Disponibili anche vaccini, i quali coprono la maggior parte dei ceppi, per particolari situazioni di pericolo. Molte organizzazioni sanitarie italiane hanno invitato alla calma, al fine di evitare un eccessivo allarmismo tra i pellegrini in ritorno dalla Polonia e le lore famiglie.

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La meningite infatti può essere contratta per via aerea, ma occorre un contatto molto ravvicinato. I sinitomi sono nelle prime ore influenza e dopo 10 ore mal di testa intenso, rigidità del collo e febbre alta.  Il caso è comunque trattato con la massima serietà e disponibiltà da parte degli ospedali, preparati a rispondere alle necessità manifestate dai gruppi di ritorno dalla GMG. Sono stati potenziati di conseguenza i servizi di prevenzione.

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La morte di Susanna ha scavato un solco profondo sui giovani di ritorno in patria. Grande è la vicinanza da più paesi del mondo verso la famiglia. Si corre infatti il rischio di tralasciare il lutto vissuto dalla famiglia, la quale tirava un sospiro di sollievo al buon esito del pellegrinaggio, poichè la paura attentati era molta. In numerosi si erano infatti assicurati contro gli atti di terrorismo, e invece arriva la morte fulminante per malattia. Ma la paura non ha fermato i giovani di tutto il mondo. Presente anche un  gruppo proveniente dal Medio Oriente, con particolare menzione alla partecipazione, nonostante la guerra, di quello siriano.

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Una ragazza del loro gruppo, 36 anni, ha avuto la possibiltà di parlare col papa e davanti a tutti i giovani presenti presso il Campus Misericordiae. La rappresentante siriana ha parlato di come fosse bella e ricca la vita prima della guerra, di come il paese sia devastato, ma anche di come gli ostacoli e le difficoltà non fermino la vita che continua lo stesso. Raccontava anche di come nelle azioni quotidiane potesse vedere continuamente Dio ad aiutarla, di come non si sentisse mai sola. In conclusione ha lanciato un messaggio di pace a tutto il mondo, dicendo che se il 1.600.000 di giovani presenti davanti a lei si fossero adoperati per la pace, ogni giorno essa sarebbe stata più vicina e non solo un ideale da sognatore.

La giovane raccontava anche di come la GMG debba iniziare realmente alla fine di essa, portando in giro e raccontando quanto imparato. La vera manifestazione dei giovani inizia con un viaggio, il quale parte smettendo di essere, come dichiarato dal papa, “giovani da divano”. La fine della GMG è in reltà solo un inizio di un percorso, come anche la morte di Susanna rappresenta una continuazione del suo pellegrinaggio, ma per sbarcare alla Porta Santa.

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