• martedì , 20 Ottobre 2020

Olimpiadi dietro le quinte

di Alberto Romanelli

Le Olimpiadi sono un evento mondiale a cui è difficile rinunciare. A Rio 2016 non si fa eccezione, sebbene gran parte della popolazione locale (60%) veda in questo più danni che benefici. Si stima che il tutto costerà al Brasile 4,12  sui 10,75 miliardi di euro complessivi. Nonostante ciò a pagare il conto più salato non saranno le casse dello stato. Si pensa infatti che l’evento causerà molti più danni sotto un punto di vista ecologico- ambientale. Difatti a una brevissima distanza dal parco Olimpico si estende per un diametro di poco più di 2 km quadrati il lago Rodrigo de Freitas. Questo è la sede preposta per le competizioni di canoa e canottaggio.  Già mesi prima dell’ inizio delle gare però si sono potuti notare a pelo d’ acqua migliaia di pesci privi di vita. Secondo le moltissime persone andate a manifestare in loco, questo fenomeno è dovuto all’accumulo in loco di spazzatura, inquinamento e scarichi abusivi, di molto incrementati dai cantieri finalizzati alla costruzione delle infrastrutture olimpiche.

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Ma la situazione già esistente in precedenza a nord della città sembra ancora più grave. La Baia di Guadabara, destinata allo svolgimento delle discipline di vela e windsurf, è davvero in uno stato di profondo degrado. Il velista Nico delle Karth, uno degli atleti, l’ha definita “una fogna a cielo aperto”. Nonostante Rio si fosse impegnata a ripulirne l’ 80% per assicurarsi i giochi, oggigiorno sembra lontanissima la sua bonifica che potrebbe arrivare a costare fino a 8 miliardi di euro. Inoltre, sono molti i movimenti ambientalisti che denunciano un grande spreco di denaro che in realtà doveva essere destinato a tale fine.

In ogni caso in questi ultimi decenni si è sempre cercato di organizzare delle Olimpiadi più “green”. Dai giochi invernali di Lillehammer (1994) in Norvegia vi è stata una continua sensibilizzazione verso i problemi ambientali. Rio non fa eccezione a questa buona regola ed ha comunque tentato di impostare un piano di eco-sostenibilità. Pur vivendo in una situazione di difficoltà economica, il Brasile ha infatti cercato delle soluzioni, anche se minimali, volte comunque a contemperare il rispetto per l’ ambiente.

Olimpiadi-Rio

Ospitare un’ Olimpiade significa utilizzare tonnellate di cemento per le infrastrutture e questo ha un costo che dovranno pagare le generazioni future. Per evitare ciò a Rio 2016 si è pensato non solo a nuovi tipi di costruzioni ma anche a un diverso sistema di trasporti. Tutti i tragitti tracciati sono stati ideati per essere il più ottimali possibili e risparmiare carburante. Quest’ ultimo è composto da biodisel, una soluzione che abbassa le emissioni di gas nocivi. A questo si deve aggiungere un piano per riciclare il materiale organico con il compostaggio. E’ da notare inoltre che tutte le medaglie olimpiche sono composte da metalli riciclati.

Tutto questo però non è che una goccia nel mare e ci vorrà ben altro per rendere le future Olimpiadi più eco- sostenibili. Ma i passi già fatti e la sempre maggiore sensibilizzazione sull’ argomento non possono che farci sperare per il meglio.

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