• giovedì , 22 Ottobre 2020

Missione Cop21

di Pietro Velardocchia

Il 12 dicembre 2015, 195 paesi hanno firmato il Cop21, il patto “salva clima”. I paesi che hanno preso parte alla Cop21, il summit internazionale contro i cambiamenti climatici, hanno deciso di prendere provvedimenti  per contrastare il surriscaldamento provocato dalle massicce emissioni in atmosfera di anidride carbonica. Uno degli obiettivi è di contenere l’aumento della temperatura a 1,5 gradi. Mancavano all’appello però due super potenze mondiali: Cina e Usa. La prima subisce a causa dell’inquinamento 1,6 milioni di vittime, circa 4.400 al giorno. Lo afferma uno studio della Berkeley Earth pubblicato dalla rivista “Plos One”, che per la prima volta ha mappato le zone del Paese che producono più inquinanti scoprendo che buona parte dello smog che soffoca Pechino proviene in realtà da fabbriche molto lontane. Ricercatori hanno analizzato inoltre i dati di 1.500 centraline in Cina,  scoprendo che circa il 40% degli abitanti del Paese vive con livelli medi di inquinanti superiori ai limiti occidentali, e che circa il 17% di tutte le morti in Cina è attribuibile allo smog.

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Gli Stati Uniti anche hanno uno stile di vita insostenibile: se ogni abitante della Terra sostenesse uno stile di vita pari a quello di un americano medio, non basterebbero 5 pianeti. Preso atto del fatto che stessero  distruggendo il pianeta, Cina e Usa il 3 settembre hanno accettato e ratificato l’accordo di Parigi sul clima. Prima di questa decisione le due nazioni avevano rifiutato il Cop21 non accettando i paletti impostogli, ma le conseguenze climatiche che iniziano a intravedersi hanno convinto le due potenze a invertire la rotta, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini. Barack Obama,presidente degli Stati Uniti, ha dichiarato: “L’accordo di Parigi sul clima, raggiunto nel dicembre scorso nel corso del Cop21, potrà essere visto dalle generazioni future come il momento nel quale abbiamo infine deciso di salvare il nostro Pianeta”.

inquinamento

In molti credono che l’azione congiunta di Washington e Pechino potrebbe portare all’operatività dell’accordo di Parigi entro la fine dell’anno, molto prima dei tempi inizialmente previsti. Il segretario generale delle Nazioni unite si è detto “ottimista” per l’entrata in vigore entro la fine dell’anno: “Avete dato un forte impulso per far entrare in vigore l’accordo. Sono ottimista sul fatto che possiamo arrivarci prima della fine di quest’anno”, ha dichiarato Ban durante un incontro tra il Obama e Xi. Ottimismo che i cittadini di tutto il mondo sperano porti a provvedimenti concreti, come ad esempio la conversione delle fabbriche a carbone in Cina, al fine di eliminare inutili morti provocate dalla cupidigia di risorse umana. Materie prime che bisognerà sempre più riciclare in maniera efficace per non rischiarne la mancanza totale in futuro, permettendone il normale ricambio naturale.

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