• martedì , 24 Novembre 2020

Chi sono i diavoli custodi?

Erri De Luca, il noto e altrettanto discusso scrittore e poeta italiano, è stato invitato al Salone del libro per presentare il suo nuovo libro “Chi sono i diavoli custodi?” e farsi intervistare dagli studenti di varie scuole che hanno riempito l’Arena Bookstock. Racconta che prima di essere stato catturato dalla passione per la parola ha fatto il camionista, il muratore, lo sceneggiatore e il giornalista, fino all’arresto del 2015 per istigazione al sabotaggio nel caso della TAV. Dopo essere stato assolto, si è dedicato quasi solo alla scrittura vivendo tranquillamente nella campagna romana.

Il suo libro è nato dall’amicizia tra l’autore e l’architetto Alessandro Mendini. Iniziata quasi come un gioco, i due hanno iniziato a mandasi lettere in cui Mendini imitava dei disegni di un bambino a loro caro, rappresentanti quasi sempre mostri, e De Luca rispondeva scrivendo una storia. In questa alternanza di immagini e parole, i disegni venivano sempre per primi.

L’autore ci spiega: “Quello che scrivo dipende dal riflesso di uno che è preso alla sprovvista” e ciò che sorprende sono i disegni che appaiono in modo sequenziale prima delle storie alle quali si riferiscono. Durante la loro corrispondenza, Mendini gli ha fatto ricordare i mostri inestirpabili della sua infanzia e gli ha permesso di visitarli. La parola dà dunque corpo alle immagini sfocate della nostra immaginazione.

Durante la conferenza Erri De Luca ci ha presentato 3 mostri: il primo è il terremoto. Si usa così spesso la parola “emergenza” per questo cataclisma, ignorando che avviene da milioni di anni ed è sempre lo stesso fenomeno, ma con intensità diverse. Invece che prepararci e costruire edifici antisismici ci limitiamo a definirla emergenza una volta dopo l’altra, senza combinare nulla.

Il secondo mostro è il mare. Essendo nato a Napoli, l’autore passava le estati sulla riva di una spiaggia dorata e aveva molta confidenza con questo elemento. Ha ammesso che dove lui nuotava non era adatto ai bimbi, alcuni suoi amichetti non riuscivano più a risalire per colpa della forza delle correnti. Il mare: una strada liquida grazie alla quale le culture si sono espanse. Anche il monoteismo è giunto fino a noi grazie al mare: una via che secondo il mito ha accompagnato eroi possenti e dei greci, ma anche una strada sulla quale milioni di uomini sono morti naufragando a mare calmo.

Il terzo mostro, che poi è anche l’ultimo presente nel libro, è l’indifferenza. L’indifferenza come incapacità di distinguere le differenze, tra realtà e spettacolo, tra testimone e spettatore. Durante la conferenza ha spiegato che quando lui era piccolo viveva a Napoli, nel dopoguerra, dove i bambini spesso andavano a lavorare o morivano piccolissimi, se non appena nati. Un’infanzia tra adulti commossi o spietati dove l’indifferenza nei confronti dei bimbi era all’ordine del giorno.

Rimane la domanda principale, rimane da spiegare il perchè lui abbia scelto i diavoli custodi e non gli angeli. “Gli angeli si distraggono, a volte ci stanno accanto, a volte spariscono“. I diavoli lo sono a tempo pieno, non fanno una pausa, imperturbabilmente presenti.

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