• martedì , 27 Ottobre 2020

Il nuovo calcio rosa

di Carlotta Arcostanzo

E’ svanito tra le lacrime e l’orgoglio del risultato raggiunto, il sogno della Nazionale femminile italiana al Campionato Mondiale di calcio in Francia.

Ma quanti italiani prima d’ora seguivano il calcio femminile, o addirittura sapevano che si svolgessero i Mondiali di questa categoria?

Complice una certa visione maschilista di questo sport, ritenuto da molti uomini di sola loro competenza, e una regola della Figc ( Federazione Italiana gioco calcio) per cui le donne in Italia possono essere solamente dilettanti, le nostre calciatrici faticano ad attirare l’attenzione su di sé .

Riuscendo ad ottenere, dopo un’assenza di vent’anni, la qualificazione a questo torneo, finalmente i riflettori si sono riaccesi sulla squadra Italiana. Questo potrebbe servire a far ridiscutere i compensi molto limitati poiché legati al dilettantismo e consentire alle nostre giocatrici di dedicarsi totalmente alla loro passione, senza dover rubare il tempo per gli allenamenti e le partite ad un altro lavoro.

Per contro, alcune società dilettantistiche femminili potrebbero avere difficoltà a trasformarsi in professioniste per l’ impatto finanziario che questo comporterebbe. La disparità del trattamento economico, però, dovrebbe essere superata anche nel calcio, così come è già avvenuto per  molti altri sport, quali ad esempio lo sci o il tennis.

Fa ben sperare, inoltre, la popolarità ottenuta dalle Nazionali femminili in questi giorni, soprattutto tra le bambine, che già vedono nelle calciatrici impegnate nel Mondiale un esempio da seguire per determinazione, dedizione e impegno nel perseguire un sogno. Significativo il comunicato del Presidente del Real Madrid Florentino Pérez  che ha  dichiarato l’intenzione di voler fondare una squadra femminile parallela a quella maschile.

In Europa il trattamento è sicuramente migliore rispetto all’Italia, sebbene comunque il budget delle Nazionali femminili sia decisamente inferiore rispetto a quello previsto per le squadre maschili.

Una buona notizia arriva dalla federazione olandese che ha dichiarato che entro il 2023 la retribuzione dei membri della squadra femminile sarà la stessa dei colleghi: un passo importante per l’intera categoria e un buon esempio per le altre nazioni .

Se l’inglese Fran Kirby ha dichiarato che la nazionale inglese “ha bisogno di vincere la Coppa del Mondo per avere una retribuzione consona alle aspettative” significa che la strada da percorrere per le donne nel calcio è ancora molto lunga. Se la norvegese Ada Hegerberg, primo pallone d’oro della storia del calcio femminile, ha scelto di non prendere parte ai Mondiali di Francia per la disparità di trattamento economico tra calciatori e calciatrici della sua Federazione significa che le sportive del calcio mondiale hanno assunto una posizione ben definita in merito alla questione e non si rassegneranno tanto facilmente.

Stiamo assistendo in questi giorni di Campionato Mondiale Femminile ad un buon calcio, giocato con passione, correttezza, grande voglia di dimostrare capacità. L’auspicio che accompagna la speranza che quanto prima la disparità di trattamento economico venga meno è che le calciatrici di oggi e domani rimangano tali.

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