• martedì , 27 Ottobre 2020

Il vero amico dell’uomo

di Camilla Pasetti

È da tempo immemore che l’uomo viene accompagnato dal cane nelle sue imprese.

Il lupo, infatti, è stato il primo animale in assoluto ad essere addomesticato dall’uomo come “Canis lupus familiaris” approssimativamente tra i 20000 e i 40000 anni fa e da quel momento è iniziata l’amicizia che dura tuttora.

Questo “Canidae” venne addomesticato allo scopo di aiutare l’uomo in vari ambiti della vita, tra cui la protezione della famiglia e la caccia, ma i cani iniziarono presto ad essere utilizzati anche per facilitare i trasporti e si può constatare che ancora tutt’oggi siano impiegati in questi ambiti.

Fu proprio perché l’uomo necessitava di soggetti resistenti a diversi tipi di lavoro che si iniziò a selezionare i cani dando origine ad un numero svariato di razze. Attualmente, grazie a queste distinzioni, si hanno gruppi di cani specializzati nel compiere attività diverse, tra cui la pastorizia, il traino della slitta, la caccia, la compagnia e la difesa.

Quest’ultimo impiego del cane si suppone iniziò a diffondersi abbastanza velocemente a partire dal 4000 a.C. in Egitto. Infatti il popolo degli Hyksos (probabilmente l’unione di alcune popolazioni orientali) fu il primo ad essere affiancato dai cani in guerra, precisamente durante l’invasione dell’Egitto del XVII secolo a.C..Da quel momento i cani da guerra vennero importati ovunque servissero ed altri popoli li utilizzarono, come per esempio gli Assiri, i Persiani, i Greci, i Romani, ed altri. Queste popolazioni aiutarono nella distinzione delle razze selezionando cani con caratteristiche di resistenza e potenza che sono arrivati fino ai giorni nostri: il mastino napoletano è il successore del mastino romano (o “canis pugnax”).

Ma fu nel Rinascimento che questi animali iniziarono a comparire in modo stabile nelle milizie. Dal 1800 in poi il cane cominciò a essere messo alla prova con addestramenti e impiegato sul campo tanto da meritare delle medaglie (si chiamava “Moustache” il primo cane mastino francese che venne premiato grazie alle sue gesta durante la battaglia di Austerlitz).

Il culmine dell’arruolamento di cani negli eserciti fu durante le due guerre mondiali in cui vennero adoperati come soccorritori, guardiani, esploratori, messaggeri, guide, robusti trasportatori di materiali, ma sempre impavidi di fronte agli scoppi e alle esplosioni.

Ancora oggi nelle guerre si sfruttano le capacità dei nostri amici a quattro zampe e, secondo alcuni, l’uomo non è abbastanza riconoscente nei confronti del cane che oltre a morire per noi nelle nostre guerre, viene spesso abbandonato o soppresso a guerra finita oppure viene abbandonato in pieno campo di battaglia poiché un peso.

BVisogna riconoscere le grandi capacità e qualità di questi fedeli compagni dell’uomo, senza i quali parecchie mansioni (tra cui la localizzazione di esplosivi, armi o persone) sarebbero considerevolmente più laboriose e molti più uomini sarebbero morti sui campi di battaglia. Inoltre il fattore che rende così idoneo il cane ad affrontare situazioni altamente pericolose è la sua capacità di assecondare le volontà dell’uomo ed è per questi motivi che il cane è insostituibile in guerra, almeno fino a quando la tecnologia non riuscirà a rimpiazzare la sua enorme validità sul campo.

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