• mercoledì , 28 Ottobre 2020

Il progresso necessario?

di Francesca Aimone

L’uomo, grazie alle sue conoscenze e alle sue capacità, è sempre stato in grado di migliorarsi ed evolvere.

Tutte le innovazioni che, fino a poco tempo fa, potevano essere soltanto immaginate o rappresentate nei film di fantascienza e che parevano così lontane dalla realtà, oggi si stanno concretizzando e prendono una forma sempre più precisa o, addirittura, sono già parte della nostra quotidianità.

Nonostante ciò, alcuni considerano la tecnologia in modo positivo ed ottimistico; altri, invece, ritengono che sia principalmente causa di afflizione.

Gli ottimisti, in particolare, sono coloro per i quali le innovazioni tecnologiche rappresentano una possibilità di riscatto per l’umanità e possono assicurare all’uomo un futuro migliore ed una qualità di vita più elevata con maggiore e più ampio benessere per tutti.

I pessimisti, invece, ritengono che questa evoluzione costituisca una minaccia per l’occupazione e per la vita privata di ognuno oltre a poter compromettere la stabilità politica a livello mondiale.

E ancora.

I primi sottolineano che il progresso ha consentito di ridurre drasticamente la siccità, la fame nel mondo o la mortalità infantile oltre ad aver facilitato tantissimo le comunicazioni; gli altri, viceversa, evidenziano che la tecnologia e la ricchezza sono nelle mani di un’assoluta minoranza di persone mentre i più restano in condizioni di povertà ed ignoranza. In altre parole, queste risorse sarebbero disponibili soltanto per i pochi che se le possono permettere e che, in tal modo, manipolano le masse e violano la loro privacy.

E’ oramai noto, infatti, che i dati costituiscono il petrolio del nostro millennio e, grazie alla tecnologia, possono essere estratti ed utilizzati in modo scorretto e talvolta illecito grazie all’uso smodato e inconsapevole dei social da parte di un numero sempre maggiore di utenti.

Estremamente significativa a tal proposito è la vicenda che ha recentemente coinvolto la Cambridge Analityca. Pare, infatti, che, tramite i social network, questa società abbia illecitamente carpito i dati di molte persone che, in tal modo, sono state pesantemente condizionate e addirittura indotte a fare scelte politiche che, diversamente, magari non avrebbero fatto.      

C’è anche chi nutre grande entusiasmo per la rapida e incredibile evoluzione della cosiddetta intelligenza artificiale: computer sempre più sofisticati ed elaborati, in grado di compiere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana.

Invero, tuttavia, non si può tacere il fatto che tali strumenti, già in grado di imparare dai propri errori, stiano acquisendo sempre maggior autonomia tanto da poter giungere ad avere doti e caratteristiche del tutto analoghe a quelle di un essere pensante. Ci si chiede, quindi, se il futuro rappresentato da film come Blade Runner possa davvero essere la nostra prossima realtà.

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